C’è un dato, tra quelli pubblicati da Il Fatto Quotidiano, che dovrebbe inquietare la classe dirigente molto più di qualsiasi intenzione di voto. Non riguarda il consenso di questo o quel partito, né il sorpasso di una forza sull’altra. Riguarda qualcosa di più profondo e più grave: una generazione intera che sta smettendo di credere … Continua a leggere Non sono i giovani ad aver abbandonato la democrazia. È la democrazia che ha smesso di parlare loro di futuro
Autore: Mario Sommella
Le crepe nel palazzo
Il potere imperiale vacilla a Washington, balbetta a Bruxelles e impoverisce a Roma. Ma una crepa non è ancora una breccia Per decenni ci hanno raccontato che l’ordine del mondo fosse una legge di natura, immodificabile come il sorgere del sole. Washington decide, Tel Aviv esegue la propria strategia regionale, Bruxelles segue mormorando, Roma obbedisce … Continua a leggere Le crepe nel palazzo
La guerra dei signori
Patrimoni, privilegi e il tabù della giustizia fiscale nell’Italia di Meloni Quando uno degli uomini più ricchi del pianeta ammette che la lotta di classe esiste e che a vincerla è la sua classe, non sta confessando un rimorso: sta descrivendo un sistema con la freddezza di chi ne conosce ogni ingranaggio. Warren Buffett lo … Continua a leggere La guerra dei signori
Il copione del silenzio: il Libano come Gaza, e i testimoni nel mirino
Quando un esercito bombarda ospedali e uccide giornalisti non colpisce obiettivi militari: cancella le prove. Ciò che era stato teorizzato per Gaza, dall'annessione a tappe alla rimozione dei testimoni, si sta ora ripetendo in Libano. Stesso copione, stessa impunità, stesso silenzio complice dell'Occidente.
L’Italia della paura: come il razzismo è diventato un progetto politico
C'è una differenza profonda tra una società che affronta i problemi e una che costruisce nemici. L'Italia ha imboccato la seconda strada: l'immigrazione, da fenomeno sociale complesso, è stata trasformata in una macchina propagandistica permanente. La paura non è un effetto collaterale, è il progetto.
Capitale umano di scarso valore.
Una frase sfuggita a un banchiere a Hong Kong svela ciò che il potere economico raramente confessa: l'intelligenza artificiale non nasce per liberarci dalla fatica, ma per abbattere il costo del lavoro e disciplinare chi lavora. Dietro il linguaggio dell'innovazione c'è una vecchia guerra di classe, oggi combattuta dall'algoritmo.
La mano visibile
Per oltre due secoli il capitalismo si è raccontato attraverso la favola della mano invisibile del mercato. Oggi le tecnologie più avanzate la stanno rendendo visibilissima: l'intelligenza artificiale dimostra che l'economia può essere pianificata, e già lo è. La domanda rimossa non è se pianificare, ma nelle mani di chi sta quella mano e a vantaggio di chi lavora.
I droni della paura: come l’Europa rischia di trasformare ogni incidente in una guerra
C'è un momento in cui la prudenza smette di essere una virtù e viene dipinta come una colpa: il dubbio diventa sospetto, il dialogo debolezza, e ogni evento ambiguo viene piegato a una narrazione già scritta. L'Europa lo sta vivendo, e rischia di trasformare ogni incidente in un casus belli.
Quando il potere pensa a se stesso e dimentica il Paese
Mentre gli italiani fanno i conti con bollette pesanti, salari erosi dall'inflazione, pensioni svalutate e servizi pubblici allo stremo, nelle stanze del potere dominano altre preoccupazioni. Non il lavoro povero, non la sanità, non il futuro dei giovani: il potere pensa a se stesso, e dimentica il Paese.
È uscito “Cyberfascismo. Anatomia di un dominio invisibile”
Quattro parti, tredici capitoli: dal manifesto in dodici punti contro il dominio digitale a una teoria del potere algoritmico contemporaneo, una diagnosi di come il comando si annida nelle infrastrutture digitali e cinque linee di resistenza. Disponibile su Kindle e Apple Books; l'edizione cartacea arriverà nelle prossime settimane.