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Due libri, un’unica posta in gioco: il potere e chi lo subisce. In Cyberfascismo. Anatomia di un dominio invisibile indago la mutazione del dominio nell’epoca degli algoritmi; in Palestina. Terra, vita e dignità restituisco storia, volto e dignità a un popolo che quel dominio lo paga nella carne. Due indagini, una sola bussola: anticapitalista, anti-imperialista, costituzionale. Cyberfascismo. Anatomia di … Continua a leggere le mie pubblicazioni

La protesta non basta, ma senza conflitto non cambia nulla: la lezione francese sulla scuola, il potere e la democrazia

Dai licei francesi alle disuguaglianze sociali, il problema non è scegliere tra la piazza e il governo. È capire come trasformare la rabbia dei giovani in diritti, senza normalizzare la violenza e senza confondere la pace sociale con la giustizia.

La propaganda degli altri

Illustrazione su fondo scuro: un grande megafono rosso rivolto a sinistra emette onde sonore che si curvano all'indietro e tornano a colpire il megafono stesso. A sinistra un documento con righe oscurate da barre nere e una rossa; a destra una torretta di sorveglianza con la telecamera barrata; in basso una recinzione di confine.

Gli avvertimenti di Emirati ed Egitto ignorati, il piano «Muro di Gerico», il denaro qatariota, la direttiva Annibale, l'offerta sugli ostaggi respinta, i quaranta neonati decapitati mai esistiti: quasi tutto ciò che smonta la narrazione ufficiale sul 7 ottobre viene da fonti israeliane e occidentali. Ecco a che cosa serve, davvero, l'accusa di «propaganda di Hamas».

Barbara Spinelli, l’Europa che non ha mai smesso di essere un’idea

Illustrazione simbolica su fondo scuro: un grande sole rosso sorge dietro la sagoma scura di un'isola, Ventotene, riflettendosi sul mare in linee rosse. Sopra il sole un arco di stelle chiare, la prima delle quali è rossa, evoca l'idea di Europa. In basso a destra un pennino da scrittura traccia una linea chiara, simbolo del giornalismo di Barbara Spinelli.

È morta a Roma, a ottant’anni, Barbara Spinelli. Il ricordo di due incontri, ad Acerra e a Palermo, la verità sulla vicenda del seggio del 2014, il lavoro a Strasburgo, la Grecia, i profughi e la difesa di Ventotene contro il riarmo: l’elogio di una donna libera e di un’idea di Europa federale, democratica e di pace.

Il 7 ottobre che Israele non voleva vedere: Sinwar trattava, Netanyahu taceva, Gaza pagava

Copertina del libro «Palestina. Terra, vita e dignità» di Mario Sommella

Tre anni dopo, un’inchiesta di Haaretz rivela che nel 2023 Hamas negoziava con il governo Netanyahu su assedio, cibo e prigionieri, e che quella trattativa fu lasciata morire. Per la prima volta scrivo del 7 ottobre: dalla parte del popolo palestinese, senza tacere nessun sangue innocente.

La vergogna sbagliata

Illustrazione vettoriale su fondo notturno blu scuro: un ponte grigio su un fiume è spezzato al centro da una frattura rossa, colpita da due traiettorie tratteggiate che scendono dall'alto. A sinistra quattro colonne rosse a forma di missile crescono come un grafico di profitti. Sul troncone destro giace un ramo d'ulivo bianco. Cade la neve, in alto a destra una luna sottile.

Su Repubblica Paolo Gentiloni descrive con precisione la «guerra totale» di Putin, poi ne ricava la conclusione che la prolunga e mette alla gogna chi chiede di negoziare. Smontiamo le sue tesi una per una, con i suoi stessi numeri: lo stallo al fronte, l’economia di guerra russa e la nostra, il testimone Kuleba, gli affari di Washington e di Berlino, la NATO, la linea Kallas, il Papa e l’illusione del riarmo.

L’intelligenza artificiale come bene comune: dalla miniera all’orbita

Illustrazione vettoriale su fondo scuro: un grande cerchio formato da piccoli punti chiari racchiude gli anelli della filiera dell'intelligenza artificiale, cioè strati di roccia con cristalli rossi, un microchip con il nucleo rosso, una pila di server e un satellite con pannelli rossi in orbita, tutti collegati da una linea rossa.

Il vertice Trump-Xi gestisce la rivalità sull’intelligenza artificiale ma non la supera. Donare il software non basta: per spezzare il patto suicida descritto da David Korten occorre sottrarre al profitto e alla logica dei blocchi l’intera filiera, dalle terre rare ai chip, dai data center ai satelliti fino ai dati. Un consiglio a Dario Amodei, e un appello ai movimenti.

Gli strateghi del salotto. La guerra alla Russia si combatte con i figli degli altri

Illustrazione vettoriale su fondo scuro: a sinistra una poltrona rossa accanto a una lampada da terra, con uno smartphone acceso appoggiato sul bracciolo. Dalla poltrona parte una lunga ombra rosso scuro che attraversa il pavimento fino all'orizzonte, coperta da file di elmetti militari grigi che rimpiccioliscono in lontananza.

A Kiev servono trentamila uomini al mese, a Parigi un generale chiede di prepararsi a perdere i propri figli, in Italia la spesa militare corre verso il 5% del Pil e la leva torna in discussione. Intanto cresce un bellicismo da tastiera che non rischia nulla, mentre la maggioranza degli italiani dice no al riarmo. Chi paga la guerra, chi la racconta e chi ne incassa i dividendi.

Il capitale si fa Stato

Illustrazione vettoriale su fondo scuro: al centro un edificio istituzionale con frontone rosso le cui colonne sono armadi di server; dal frontone sale una rete di circuiti rossi con nodi che forma una corona. A sinistra un wafer di silicio, a destra un globo terrestre stilizzato, in basso piccole figure umane grigie ai lati della scalinata.

La lunga marcia del neoliberismo è arrivata a destinazione e ha cambiato natura: il grande capitale tecnologico non usa più lo Stato, tende a diventarlo. Dallo Stato-impresa americano allo Stato antiterrorista, dalla sfida tra Pax Silica e WAICO a Cybersyn, fino all'articolo 43 della Costituzione e ai beni comuni come base per il controllo democratico delle infrastrutture del calcolo.

La cura gratuita per legge

Illustrazione vettoriale a colori caldi: un grande arco rosso sostenuto da sette colonne bianche davanti a un sole che sorge. Sotto l'arco una fila di persone stilizzate di colori diversi si tiene per mano; al centro una persona in sedia a rotelle alza un braccio, altre due alzano entrambe le braccia in segno di gioia. Sopra l'arco un cuore rosso, in cielo uccelli in volo, in basso colline verdi.

Il ddl Locatelli sui caregiver arriva in Aula il 2 ottobre senza contributi figurativi, senza servizi e senza un euro in più: circa un euro l'ora per chi assiste 91 ore a settimana, mentre la spesa militare tocca 33,9 miliardi. Il confronto con i sette impegni della campagna «La cura non è un costo. È un diritto!», l'appello di Anffas e AIPD sulla riforma della disabilità e le richieste al Parlamento prima del voto.

Il bollo in regalo, il sangue a pagamento

Illustrazione vettoriale su fondo scuro: a sinistra un’automobile grigia legata con un nastro da regalo; al centro una grande goccia di sangue rossa trasformata in cartellino del prezzo, con il foro e il filo in alto e il simbolo dell’euro ritagliato al centro; a destra tre missili grigi in verticale pronti al lancio; in basso, ai piedi della goccia, due piccole file di figure stilizzate in attesa.

Dal 21 settembre il nuovo tariffario nazionale fa pagare di più visite ed esami a chi non è esente, persino il prelievo di sangue. Nato dai ricorsi della sanità privata accreditata, costa ai cittadini 27 milioni l’anno di nuovi ticket, mentre il Governo trova oltre 2,3 miliardi per sospendere il bollo auto nell’anno delle elezioni e prepara 19 miliardi in più per le armi. Anatomia di uno scambio diseguale e di una tassa sulla malattia.