Il ddl Locatelli sui caregiver arriva in Aula il 2 ottobre senza contributi figurativi, senza servizi e senza un euro in più: circa un euro l'ora per chi assiste 91 ore a settimana, mentre la spesa militare tocca 33,9 miliardi. Il confronto con i sette impegni della campagna «La cura non è un costo. È un diritto!», l'appello di Anffas e AIPD sulla riforma della disabilità e le richieste al Parlamento prima del voto.
Categoria: Sanità, non-autosufficienza e cura
Sanità pubblica, non-autosufficienza, caregiver, politiche della cura.
Il bollo in regalo, il sangue a pagamento
Dal 21 settembre il nuovo tariffario nazionale fa pagare di più visite ed esami a chi non è esente, persino il prelievo di sangue. Nato dai ricorsi della sanità privata accreditata, costa ai cittadini 27 milioni l’anno di nuovi ticket, mentre il Governo trova oltre 2,3 miliardi per sospendere il bollo auto nell’anno delle elezioni e prepara 19 miliardi in più per le armi. Anatomia di uno scambio diseguale e di una tassa sulla malattia.
L’omologazione: un menù sterminato ma una sola cucina
Il mercato non impone più a tutti la stessa scelta: stabilisce il campo entro cui qualcosa può apparire come opzione. Ospito un saggio di Francesco Coniglione, uscito su Volere la Luna, sull’omologazione contemporanea, tra piattaforme digitali, profilazione, definanziamento della sanità pubblica e aziendalizzazione delle istituzioni, e sul diritto all’imprevedibilità.
Trentasei miliardi, due volte
Lo stesso numero, trentasei miliardi, misura due volte una gerarchia delle vite: quanto si trova in un giorno per armi ed energia, e quanto manca ogni anno alla sanità pubblica.
Millequattrocentotredici giorni. E quattro milioni di persone che rinunciano a curarsi
Il 4 settembre il governo Meloni diventa il più longevo della storia repubblicana. Nella stessa settimana il Senato riprende in mano la legge elettorale che quella durata dovrebbe rendere strutturale. Ma la stabilità non è stata la condizione per risolvere i problemi del Paese: è stata la condizione per non doverli risolvere.
Ventisei miliardi impronunciabili
La CGIL chiede l'1,3 per cento ai cinquecentomila italiani che possiedono più di due milioni di euro. Il governo grida all'esproprio. Ma la patrimoniale, in Italia, esiste già: la pagano quelli che hanno una casa, un'automobile e un conto corrente.
Il welfare smontato, il cannone finanziato: la Finlandia mostra il conto e l’Italia sta firmando la stessa cambiale
Helsinki ha tagliato nove miliardi di spesa sociale per pagarsi la NATO e ha comprato la difesa aerea dallo Stato che l’ONU ha dichiarato responsabile di genocidio. L’Europa è oggi il primo mercato dell’industria bellica israeliana, con 6,9 miliardi di dollari in un anno. A Roma la sanità resta congelata al 6,4 per cento del PIL mentre il governo chiede a Bruxelles trentasei miliardi di flessibilità per armi ed energia. La sostituzione dello Stato sociale con lo Stato bellico ha nomi, date e numeri.
La sicurezza che non si nomina
Il Parlamento ha sospeso il vincolo di bilancio per trentasei miliardi destinati a difesa ed energia. I cinque miliardi l'anno necessari per un sistema nazionale della non autosufficienza continuano invece a essere insostenibili. Nei primi sei mesi del 2026 l'INAIL ha registrato 482 morti sul lavoro e 5,8 milioni di persone hanno rinunciato a curarsi: la parola sicurezza, nata sociale, è stata occupata dal lessico militare e poliziesco prima che il conto potesse essere fatto.
Armi in deroga
Il 23 luglio 2026 la Commissione europea presenta a Washington il proprio riarmo agli investitori, mentre a Roma l'Osservatorio Mil€x ne misura il costo. Dalla clausola di salvaguardia riservata alle armi ai 14,9 miliardi del prestito SAFE prenotati dal governo italiano, l'anatomia di un'architettura permanente che nessun elettore ha mai votato, e dei trenta miliardi che mancano alla sanità.
La rendita della malattia. Soldi pubblici, utili privati e salari congelati nella sanità accreditata
Il rapporto Mediobanca fotografa una sanità privata da 13,4 miliardi di ricavi che vive di accreditamento pubblico, mentre la legge 112/2026 esclude i lavoratori del settore dall'adeguamento automatico degli stipendi: un'analisi su come il potere politico protegga il profitto e scarichi i costi su chi cura.

