Il welfare smontato, il cannone finanziato: la Finlandia mostra il conto e l’Italia sta firmando la stessa cambiale

Helsinki ha tagliato nove miliardi di spesa sociale per pagarsi la NATO e ha comprato la difesa aerea dallo Stato che l’ONU ha dichiarato responsabile di genocidio. L’Europa è oggi il primo mercato dell’industria bellica israeliana, con 6,9 miliardi di dollari in un anno. A Roma la sanità resta congelata al 6,4 per cento del PIL mentre il governo chiede a Bruxelles trentasei miliardi di flessibilità per armi ed energia. La sostituzione dello Stato sociale con lo Stato bellico ha nomi, date e numeri.

La sicurezza che non si nomina

Il Parlamento ha sospeso il vincolo di bilancio per trentasei miliardi destinati a difesa ed energia. I cinque miliardi l'anno necessari per un sistema nazionale della non autosufficienza continuano invece a essere insostenibili. Nei primi sei mesi del 2026 l'INAIL ha registrato 482 morti sul lavoro e 5,8 milioni di persone hanno rinunciato a curarsi: la parola sicurezza, nata sociale, è stata occupata dal lessico militare e poliziesco prima che il conto potesse essere fatto.

Armi in deroga

Il 23 luglio 2026 la Commissione europea presenta a Washington il proprio riarmo agli investitori, mentre a Roma l'Osservatorio Mil€x ne misura il costo. Dalla clausola di salvaguardia riservata alle armi ai 14,9 miliardi del prestito SAFE prenotati dal governo italiano, l'anatomia di un'architettura permanente che nessun elettore ha mai votato, e dei trenta miliardi che mancano alla sanità.

La rendita della malattia. Soldi pubblici, utili privati e salari congelati nella sanità accreditata

Il rapporto Mediobanca fotografa una sanità privata da 13,4 miliardi di ricavi che vive di accreditamento pubblico, mentre la legge 112/2026 esclude i lavoratori del settore dall'adeguamento automatico degli stipendi: un'analisi su come il potere politico protegga il profitto e scarichi i costi su chi cura.

La secessione delle tariffe

L'autonomia differenziata riparte dalla sanità: quattro intese fotocopia consegnano a Lombardia, Veneto, Piemonte e Liguria tariffe differenziate e fondi integrativi, mentre la mobilità sanitaria tocca il record di 5,15 miliardi. Sei regioni votano no: la battaglia per l'uguaglianza si sposta in Parlamento e davanti alla Consulta.

La cura sotto punteggio 

Nell’era del welfare algoritmico anziani, disabili e non autosufficienti rischiano di diventare variabili di costo da ottimizzare, non persone da riconoscere. Viaggio dentro la nuova frontiera dell’esclusione automatizzata. In Francia esiste un numero, compreso tra zero e uno, che ogni mese contribuisce a decidere il destino di milioni di persone. Più quel numero si avvicina … Continua a leggere La cura sotto punteggio 

Una parola contro i più fragili: la cura che si vorrebbe far pagare

C'e un uomo in un letto. Ha l'Alzheimer, e da mesi non riconosce piu i volti dei figli. Oppure e un giovane tetraplegico assistito a casa, il corpo immobile e la mente lucidissima. Oppure e una donna anziana in una residenza sanitaria, che ha bisogno di essere lavata, nutrita, girata nel letto ogni poche ore. Per queste persone non esiste differenza tra la medicina che le tiene in vita e la mano che le aiuta a mangiare. Eppure una parola sola, inserita in un emendamento, ha provato a inventare quella differenza.

DOCUMENTO PROGRAMMATICO PER LA PIATTAFORMA DECIDIAMO!

Una societa si misura da come tratta chi non ha voce contrattuale. In Italia, dopo decenni di welfare eroso e politiche neoliberali, la non autosufficienza rimane una questione di sopravvivenza per milioni di famiglie. Questo documento presenta una proposta elaborata dal territorio del Friuli Venezia Giulia per il programma di Alleanza Verdi e Sinistra: dalla cura come dovere privato al diritto pubblico universale.

La cura non è volontariato: riconoscere i caregiver familiari come lavoratori è un diritto

C’è un lavoro che regge in silenzio l’Italia, eppure resta fuori dai contratti, fuori dalle buste paga, spesso perfino fuori dallo sguardo pubblico. È il lavoro di chi assiste un familiare non autosufficiente in casa, ogni giorno, senza turni, senza ferie, senza “fine giornata”. Un lavoro che non somiglia a un gesto occasionale di generosità: … Continua a leggere La cura non è volontariato: riconoscere i caregiver familiari come lavoratori è un diritto