Su Repubblica Paolo Gentiloni descrive con precisione la «guerra totale» di Putin, poi ne ricava la conclusione che la prolunga e mette alla gogna chi chiede di negoziare. Smontiamo le sue tesi una per una, con i suoi stessi numeri: lo stallo al fronte, l’economia di guerra russa e la nostra, il testimone Kuleba, gli affari di Washington e di Berlino, la NATO, la linea Kallas, il Papa e l’illusione del riarmo.
Categoria: Politica italiana e governo Meloni
Politica italiana, governo Meloni, partiti, riforme istituzionali, opposizione.
Gli strateghi del salotto. La guerra alla Russia si combatte con i figli degli altri
A Kiev servono trentamila uomini al mese, a Parigi un generale chiede di prepararsi a perdere i propri figli, in Italia la spesa militare corre verso il 5% del Pil e la leva torna in discussione. Intanto cresce un bellicismo da tastiera che non rischia nulla, mentre la maggioranza degli italiani dice no al riarmo. Chi paga la guerra, chi la racconta e chi ne incassa i dividendi.
La cura gratuita per legge
Il ddl Locatelli sui caregiver arriva in Aula il 2 ottobre senza contributi figurativi, senza servizi e senza un euro in più: circa un euro l'ora per chi assiste 91 ore a settimana, mentre la spesa militare tocca 33,9 miliardi. Il confronto con i sette impegni della campagna «La cura non è un costo. È un diritto!», l'appello di Anffas e AIPD sulla riforma della disabilità e le richieste al Parlamento prima del voto.
Il bollo in regalo, il sangue a pagamento
Dal 21 settembre il nuovo tariffario nazionale fa pagare di più visite ed esami a chi non è esente, persino il prelievo di sangue. Nato dai ricorsi della sanità privata accreditata, costa ai cittadini 27 milioni l’anno di nuovi ticket, mentre il Governo trova oltre 2,3 miliardi per sospendere il bollo auto nell’anno delle elezioni e prepara 19 miliardi in più per le armi. Anatomia di uno scambio diseguale e di una tassa sulla malattia.
Chi paga l’apostata
Una risposta a Francesco Coniglione sulla «sindrome dell'apostata arrabbiato»: il risentimento spiega la spinta, non la strada. Dietro le conversioni degli ex militanti c'è un mercato che le seleziona e le premia, c'è il trasformismo gramsciano, c'è la sconfitta collettiva. E c'è un'apostasia più pesante, fredda e silenziosa, che dal PCI al PD ha svuotato la sinistra senza bisogno di rabbia.
Votate pure, gli eletti li abbiamo già scelti noi
Preferenze finte, capilista bloccati, un premio che consegna la maggioranza assoluta a quattro elettori su dieci e un muro di centinaia di migliaia di firme per chi non siede in Parlamento. Il Melonellum è l’ultimo capitolo di una lunga storia italiana, dalla legge Acerbo alla legge truffa del 1953: governi che riscrivono le regole del voto per vincere senza maggioranza o impedire all’avversario di governare. Mentre l’astensione cresce, e a qualcuno conviene.
Venti «Naza»: il prezzo di una famiglia
A Venezia ventiquattro militari israeliani spiegano come si decideva di uccidere i civili a Gaza. Non raccontano un eccesso: raccontano una procedura. Il film ha vinto il Premio speciale della giuria e non il Leone d'oro. E mentre arriva nelle sale italiane, l'Italia resta il Paese che in Europa continua a bloccare ogni sanzione contro chi quella procedura l'ha scritta.
Astenersi non è una posizione. È già una risposta
Il ddl antisemitismo, gli incontri riservati con Draghi e Confindustria, il corteggiamento di Renzi. Venti domande che circolano in rete cercano la verità nei retroscena. Ma la verità sta negli atti parlamentari, ed è già scritta.
Trentasei miliardi, due volte
Lo stesso numero, trentasei miliardi, misura due volte una gerarchia delle vite: quanto si trova in un giorno per armi ed energia, e quanto manca ogni anno alla sanità pubblica.
Il vero sesso fragile è quello che non ha mai imparato a riflettere
Vannacci dice che caccia e guerra sono da sempre attività maschili. È vero. Ma l'antropologia evoluzionistica e Huizinga dicono anche altro: erano esibizione, prestigio, gioco. Mentre i maschi si vantavano davanti a un pubblico, le donne costruivano il sapere che ci ha tenuti vivi. Cronaca di un biologismo che serve a rendere naturale ciò che è politico.




