La vergogna sbagliata

Illustrazione vettoriale su fondo notturno blu scuro: un ponte grigio su un fiume è spezzato al centro da una frattura rossa, colpita da due traiettorie tratteggiate che scendono dall'alto. A sinistra quattro colonne rosse a forma di missile crescono come un grafico di profitti. Sul troncone destro giace un ramo d'ulivo bianco. Cade la neve, in alto a destra una luna sottile.

Su Repubblica Paolo Gentiloni descrive con precisione la «guerra totale» di Putin, poi ne ricava la conclusione che la prolunga e mette alla gogna chi chiede di negoziare. Smontiamo le sue tesi una per una, con i suoi stessi numeri: lo stallo al fronte, l’economia di guerra russa e la nostra, il testimone Kuleba, gli affari di Washington e di Berlino, la NATO, la linea Kallas, il Papa e l’illusione del riarmo.

Gli strateghi del salotto. La guerra alla Russia si combatte con i figli degli altri

Illustrazione vettoriale su fondo scuro: a sinistra una poltrona rossa accanto a una lampada da terra, con uno smartphone acceso appoggiato sul bracciolo. Dalla poltrona parte una lunga ombra rosso scuro che attraversa il pavimento fino all'orizzonte, coperta da file di elmetti militari grigi che rimpiccioliscono in lontananza.

A Kiev servono trentamila uomini al mese, a Parigi un generale chiede di prepararsi a perdere i propri figli, in Italia la spesa militare corre verso il 5% del Pil e la leva torna in discussione. Intanto cresce un bellicismo da tastiera che non rischia nulla, mentre la maggioranza degli italiani dice no al riarmo. Chi paga la guerra, chi la racconta e chi ne incassa i dividendi.

La cura gratuita per legge

Illustrazione vettoriale a colori caldi: un grande arco rosso sostenuto da sette colonne bianche davanti a un sole che sorge. Sotto l'arco una fila di persone stilizzate di colori diversi si tiene per mano; al centro una persona in sedia a rotelle alza un braccio, altre due alzano entrambe le braccia in segno di gioia. Sopra l'arco un cuore rosso, in cielo uccelli in volo, in basso colline verdi.

Il ddl Locatelli sui caregiver arriva in Aula il 2 ottobre senza contributi figurativi, senza servizi e senza un euro in più: circa un euro l'ora per chi assiste 91 ore a settimana, mentre la spesa militare tocca 33,9 miliardi. Il confronto con i sette impegni della campagna «La cura non è un costo. È un diritto!», l'appello di Anffas e AIPD sulla riforma della disabilità e le richieste al Parlamento prima del voto.

Il bollo in regalo, il sangue a pagamento

Illustrazione vettoriale su fondo scuro: a sinistra un’automobile grigia legata con un nastro da regalo; al centro una grande goccia di sangue rossa trasformata in cartellino del prezzo, con il foro e il filo in alto e il simbolo dell’euro ritagliato al centro; a destra tre missili grigi in verticale pronti al lancio; in basso, ai piedi della goccia, due piccole file di figure stilizzate in attesa.

Dal 21 settembre il nuovo tariffario nazionale fa pagare di più visite ed esami a chi non è esente, persino il prelievo di sangue. Nato dai ricorsi della sanità privata accreditata, costa ai cittadini 27 milioni l’anno di nuovi ticket, mentre il Governo trova oltre 2,3 miliardi per sospendere il bollo auto nell’anno delle elezioni e prepara 19 miliardi in più per le armi. Anatomia di uno scambio diseguale e di una tassa sulla malattia.

Chi paga l’apostata

Illustrazione vettoriale su fondo scuro: una figura stilizzata corre lontano da una piccola casa rossa con la soglia in fiamme, a cui resta legata da un filo rosso, verso un palazzo grigio con una porta illuminata dove la attende un foglio di contratto; a terra una bandiera rossa ripiegata.

Una risposta a Francesco Coniglione sulla «sindrome dell'apostata arrabbiato»: il risentimento spiega la spinta, non la strada. Dietro le conversioni degli ex militanti c'è un mercato che le seleziona e le premia, c'è il trasformismo gramsciano, c'è la sconfitta collettiva. E c'è un'apostasia più pesante, fredda e silenziosa, che dal PCI al PD ha svuotato la sinistra senza bisogno di rabbia.

Votate pure, gli eletti li abbiamo già scelti noi

Preferenze finte, capilista bloccati, un premio che consegna la maggioranza assoluta a quattro elettori su dieci e un muro di centinaia di migliaia di firme per chi non siede in Parlamento. Il Melonellum è l’ultimo capitolo di una lunga storia italiana, dalla legge Acerbo alla legge truffa del 1953: governi che riscrivono le regole del voto per vincere senza maggioranza o impedire all’avversario di governare. Mentre l’astensione cresce, e a qualcuno conviene.

Venti «Naza»: il prezzo di una famiglia

A Venezia ventiquattro militari israeliani spiegano come si decideva di uccidere i civili a Gaza. Non raccontano un eccesso: raccontano una procedura. Il film ha vinto il Premio speciale della giuria e non il Leone d'oro. E mentre arriva nelle sale italiane, l'Italia resta il Paese che in Europa continua a bloccare ogni sanzione contro chi quella procedura l'ha scritta.

Il vero sesso fragile è quello che non ha mai imparato a riflettere

Vannacci dice che caccia e guerra sono da sempre attività maschili. È vero. Ma l'antropologia evoluzionistica e Huizinga dicono anche altro: erano esibizione, prestigio, gioco. Mentre i maschi si vantavano davanti a un pubblico, le donne costruivano il sapere che ci ha tenuti vivi. Cronaca di un biologismo che serve a rendere naturale ciò che è politico.