Il welfare smontato, il cannone finanziato: la Finlandia mostra il conto e l’Italia sta firmando la stessa cambiale

Helsinki ha tagliato nove miliardi di spesa sociale per pagarsi la NATO e ha comprato la difesa aerea dallo Stato che l’ONU ha dichiarato responsabile di genocidio. L’Europa è oggi il primo mercato dell’industria bellica israeliana, con 6,9 miliardi di dollari in un anno. A Roma la sanità resta congelata al 6,4 per cento del PIL mentre il governo chiede a Bruxelles trentasei miliardi di flessibilità per armi ed energia. La sostituzione dello Stato sociale con lo Stato bellico ha nomi, date e numeri.

Gli arsenali vuoti dell’impero e il pieno che non possiamo più pagare

Sei mesi di guerra contro l'Iran hanno consumato i missili americani, tenuto chiuso lo Stretto di Hormuz e spinto tre potenze sunnite a firmare un patto di difesa che fa a meno di Washington. Verifica documento per documento delle cifre sugli arsenali, sulle basi colpite e sulla riserva strategica statunitense. E il conto italiano: ventinove miliardi di euro in un anno, pagati alla pompa di benzina da chi non ha alternative.

Il cartellino del prezzo

Dopo i sei morti di Tell del 24 luglio, in Cisgiordania non è arrivata un'indagine ma una rappresaglia: trenta attacchi in un fine settimana, sei case bruciate a Sarra, due moschee incendiate, ottanta arresti, ventisei battaglioni e 763 nuovi alloggi approvati a Eli. La punizione collettiva non è una reazione: è un metodo.

Il copyright dei diritti negati: la Palestina davanti al punto di non ritorno

Oxfam lancia la campagna «©Palestina, tutti i diritti riservati» mentre a Bruxelles il Consiglio Affari Esteri discute, per la terza volta, se colpire il commercio con le colonie israeliane. A due anni dal parere della Corte Internazionale di Giustizia, firmare l'appello è un atto politico contro la normalizzazione della cancellazione di un popolo.

I padroni delle macchine e delle menti

Libercomunismo di Brancaccio e Cyberfascismo di Sommella, due libri usciti nel 2026, danno un nome al potere che concentra capitali, calcolatori e coscienze. Dal confronto tra la scienza dell'economista e l'anatomia delle infrastrutture cognitive emerge il programma politico del XXI secolo: riportare le macchine sotto controllo democratico.

In evidenza

le mie pubblicazioni

Due libri, un’unica posta in gioco: il potere e chi lo subisce. In Cyberfascismo. Anatomia di un dominio invisibile indago la mutazione del dominio nell’epoca degli algoritmi; in Palestina. Terra, vita e dignità restituisco storia, volto e dignità a un popolo che quel dominio lo paga nella carne. Due indagini, una sola bussola: anticapitalista, anti-imperialista, costituzionale. Cyberfascismo. Anatomia di … Continua a leggere le mie pubblicazioni

Il copione del silenzio: il Libano come Gaza, e i testimoni nel mirino

Quando un esercito bombarda ospedali e uccide giornalisti non colpisce obiettivi militari: cancella le prove. Ciò che era stato teorizzato per Gaza, dall'annessione a tappe alla rimozione dei testimoni, si sta ora ripetendo in Libano. Stesso copione, stessa impunità, stesso silenzio complice dell'Occidente.

L’IMPERO NUDO — L’eccezionalismo americano e il tramonto della coscienza occidentale

Il 28 febbraio 2026, mentre i negoziatori statunitensi e iraniani si trovavano ancora seduti attorno a un tavolo diplomatico, i cacciabombardieri americani e israeliani aprivano i bay doors sui cieli di Teheran. Il copione era identico a quello di Baghdad nel 2003, di Tripoli nel 2011, di Kabul in ogni stagione di ogni decennio. Non è un incidente. Non è un'eccezione. È la norma strutturale di una potenza che non riconosce limite alcuno alla propria volontà di dominio.

Il giorno in cui Milano si è schierata con i pirati

C'è una geografia morale che si rivela tutta in una sera di maggio. Mentre nelle acque internazionali del Mediterraneo orientale i commando della marina israeliana abbordano le imbarcazioni della Global Sumud Flotilla, sequestrano centinaia di attivisti civili disarmati e sparano contro chi porta farmaci a una popolazione affamata, dentro l'aula del consiglio comunale di Milano si compie un gesto che fra dieci anni nessuno potrà cancellare. Il Pd vota con la destra. Il gemellaggio con Tel Aviv sopravvive.