Cifrare una mail è diventato terrorismo? Washington colpisce Autistici/Inventati e l’Italia resta in silenzio

Un collettivo italiano di volontari finisce nella lista nera degli Stati Uniti. Poi sparisce il dominio, saltano i servizi di posta e Banca Etica annuncia la chiusura del conto. Il problema non è soltanto ciò che Washington accusa Autistici/Inventati di aver fatto: è il potere che una decisione americana può esercitare, senza un processo italiano, sulla libertà di comunicare in Italia. E la storia insegna che chi prepara una guerra comincia sempre dal silenziare le voci.

L’editto di agosto

Ventiquattro anni dopo l'editto bulgaro, la Rai rimuove Sigfrido Ranucci dalla conduzione di Report. È cambiato soltanto il lessico: dove Berlusconi diceva uso criminoso, oggi l'azienda scrive ricollocazione professionale. Un'analisi della continuità fra Sofia 2002 e Viale Mazzini 2026, delle sentenze definitive che spiegano perché il potere teme l'inchiesta, e di una governance Rai che l'Unione europea considera fuori norma.

Quel ferro portava la firma di chi ha scritto la Repubblica

A Montorio al Vomano un'ordinanza urgente di Ferragosto ha staccato dal muro una falce e martello del 1948. Quel simbolo non apparteneva a un partito: apparteneva a chi riempì le galere del Tribunale speciale, a chi combatté l'occupazione tedesca e a chi scrisse la Costituzione. Cancellarlo, mentre alla Casa Bianca si proclama la settimana anticomunista, non è una disattenzione: è una linea politica.

Quando ti tolgono la parola, il problema non è più soltanto Facebook

La sospensione degli account Facebook e Instagram di Giorgio Cremaschi non è un incidente tecnico. È l'ennesimo episodio di una censura sistematica documentata da Human Rights Watch e da 7amleh, e il segno di un potere che non ha più bisogno di censori: gli basta possedere l'infrastruttura attraverso cui parliamo.

Agli ordini del generale

In una chat riservata di quasi trecento militanti di Futuro Nazionale si evoca un nuovo golpe, si celebra Hitler, si invoca lo sterminio degli arabi. Non sono profili anonimi: sono referenti di comitati, ex militari, dirigenti locali. Un'inchiesta sul sottobosco eversivo del partito di Vannacci, sulla continuità tra il programma ufficiale e le parole scritte in privato, e sul silenzio delle istituzioni davanti a leggi antifasciste che esistono ma non si applicano.

La bomba, il depistaggio e il linciaggio

Le carte del gip dicono una cosa sola: Sigfrido Ranucci è la vittima dell'attentato del 16 ottobre 2025, manipolato e depistato dal mandante confesso. Eppure una parte della politica ha trasformato l'attentato in un'arma contro chi l'ha subito, chiedendone la rimozione dalla conduzione di Report. Non è una novità: è un metodo con una lunga storia italiana, fatta di dossier costruiti a tavolino, da via Nazionale a Equalize, e di parole rovesciate, dove il mafioso che tace diventa eroe e il giornalista che racconta diventa sospetto.

L’invisibilità come privilegio

Il Paese che guida la classifica mondiale della segretezza finanziaria è lo stesso che ha smantellato il proprio registro dei titolari effettivi, che finanzia la più grande macchina di deportazione della sua storia e che esporta il modello ai propri alleati. Opacità del capitale e ipervisibilità dei corpi non sono due fenomeni: sono due facce della stessa architettura.

Un nemico su misura

Dall'ordine esecutivo del settembre 2025 al vertice di Washington del 16 luglio 2026, l'amministrazione Trump ha costruito per gradi l'organizzazione terroristica che dice di combattere. Antifa non ha leadership, aderenti né struttura di finanziamento: eppure sessanta governi, Italia compresa, sono stati chiamati a certificarne l'esistenza. Cronaca di una fabbricazione istituzionale, dei suoi effetti giudiziari negli Stati Uniti e del prezzo che rischia di pagare una Repubblica nata dalla Resistenza.