La propaganda degli altri

Illustrazione su fondo scuro: un grande megafono rosso rivolto a sinistra emette onde sonore che si curvano all'indietro e tornano a colpire il megafono stesso. A sinistra un documento con righe oscurate da barre nere e una rossa; a destra una torretta di sorveglianza con la telecamera barrata; in basso una recinzione di confine.

Gli avvertimenti di Emirati ed Egitto ignorati, il piano «Muro di Gerico», il denaro qatariota, la direttiva Annibale, l'offerta sugli ostaggi respinta, i quaranta neonati decapitati mai esistiti: quasi tutto ciò che smonta la narrazione ufficiale sul 7 ottobre viene da fonti israeliane e occidentali. Ecco a che cosa serve, davvero, l'accusa di «propaganda di Hamas».

Barbara Spinelli, l’Europa che non ha mai smesso di essere un’idea

Illustrazione simbolica su fondo scuro: un grande sole rosso sorge dietro la sagoma scura di un'isola, Ventotene, riflettendosi sul mare in linee rosse. Sopra il sole un arco di stelle chiare, la prima delle quali è rossa, evoca l'idea di Europa. In basso a destra un pennino da scrittura traccia una linea chiara, simbolo del giornalismo di Barbara Spinelli.

È morta a Roma, a ottant’anni, Barbara Spinelli. Il ricordo di due incontri, ad Acerra e a Palermo, la verità sulla vicenda del seggio del 2014, il lavoro a Strasburgo, la Grecia, i profughi e la difesa di Ventotene contro il riarmo: l’elogio di una donna libera e di un’idea di Europa federale, democratica e di pace.

Il 7 ottobre che Israele non voleva vedere: Sinwar trattava, Netanyahu taceva, Gaza pagava

Copertina del libro «Palestina. Terra, vita e dignità» di Mario Sommella

Tre anni dopo, un’inchiesta di Haaretz rivela che nel 2023 Hamas negoziava con il governo Netanyahu su assedio, cibo e prigionieri, e che quella trattativa fu lasciata morire. Per la prima volta scrivo del 7 ottobre: dalla parte del popolo palestinese, senza tacere nessun sangue innocente.

Chi paga l’apostata

Illustrazione vettoriale su fondo scuro: una figura stilizzata corre lontano da una piccola casa rossa con la soglia in fiamme, a cui resta legata da un filo rosso, verso un palazzo grigio con una porta illuminata dove la attende un foglio di contratto; a terra una bandiera rossa ripiegata.

Una risposta a Francesco Coniglione sulla «sindrome dell'apostata arrabbiato»: il risentimento spiega la spinta, non la strada. Dietro le conversioni degli ex militanti c'è un mercato che le seleziona e le premia, c'è il trasformismo gramsciano, c'è la sconfitta collettiva. E c'è un'apostasia più pesante, fredda e silenziosa, che dal PCI al PD ha svuotato la sinistra senza bisogno di rabbia.

Votate pure, gli eletti li abbiamo già scelti noi

Preferenze finte, capilista bloccati, un premio che consegna la maggioranza assoluta a quattro elettori su dieci e un muro di centinaia di migliaia di firme per chi non siede in Parlamento. Il Melonellum è l’ultimo capitolo di una lunga storia italiana, dalla legge Acerbo alla legge truffa del 1953: governi che riscrivono le regole del voto per vincere senza maggioranza o impedire all’avversario di governare. Mentre l’astensione cresce, e a qualcuno conviene.

«Svincolati»: la parola con cui il Palazzo prova a rimpicciolire chi non gli deve niente

Ingroia aderisce a Controcorrente in Sicilia senza chiedere nulla in cambio, La Vardera costruisce un movimento comune per comune, Ranucci viene tolto da Report mentre chi lo voleva in politica finisce in carcere, Albanese viene sanzionata da Washington per aver fatto i nomi delle aziende. E nello stesso giorno il Senato vota una legge che quadruplica le firme per chi non è già dentro.

Se parlare con Putin diventa una colpa: il vicolo cieco della sinistra bellicista

Le dichiarazioni di Giuseppe Conte a PiazzAsiago hanno riaperto lo scontro nel campo largo. Ma il problema non è Conte: è la progressiva trasformazione di una parte della sinistra italiana ed europea in sostenitrice della prosecuzione della guerra, del riarmo e della rappresentazione della Russia come minaccia permanente. Chiedere un negoziato non è putinismo. E una sinistra che denuncia i tagli al welfare non può accettare il 5% del PIL alla difesa senza dire chi paga.

L’atomo della restaurazione

Come il governo Meloni calpesta due referendum per consegnare il nucleare ai mercati Ci sono date che la destra italiana non ha mai digerito. L’8 novembre 1987, quando ottanta italiani su cento dissero no al nucleare. Il 13 giugno 2011, quando ventisette milioni di elettori lo ripeterono, travolgendo il progetto di Silvio Berlusconi di riempire … Continua a leggere L’atomo della restaurazione

Il colpo di mano elettorale.

Come la destra riscrive le regole per blindare il potere Lo Stabilicum non è una legge elettorale: è un dispositivo di conservazione del comando. Anatomia di una forzatura che svuota il Parlamento e inganna gli elettori. C'è una regola non scritta che ogni democrazia matura conosce: le regole del gioco non si cambiano mentre la … Continua a leggere Il colpo di mano elettorale.