Non sono i giovani ad aver abbandonato la democrazia. È la democrazia che ha smesso di parlare loro di futuro

C’è un dato, tra quelli pubblicati da Il Fatto Quotidiano, che dovrebbe inquietare la classe dirigente molto più di qualsiasi intenzione di voto. Non riguarda il consenso di questo o quel partito, né il sorpasso di una forza sull’altra. Riguarda qualcosa di più profondo e più grave: una generazione intera che sta smettendo di credere … Continua a leggere Non sono i giovani ad aver abbandonato la democrazia. È la democrazia che ha smesso di parlare loro di futuro

Le crepe nel palazzo

Il potere imperiale vacilla a Washington, balbetta a Bruxelles e impoverisce a Roma. Ma una crepa non è ancora una breccia Per decenni ci hanno raccontato che l’ordine del mondo fosse una legge di natura, immodificabile come il sorgere del sole. Washington decide, Tel Aviv esegue la propria strategia regionale, Bruxelles segue mormorando, Roma obbedisce … Continua a leggere Le crepe nel palazzo

La guerra dei signori

Patrimoni, privilegi e il tabù della giustizia fiscale nell’Italia di Meloni Quando uno degli uomini più ricchi del pianeta ammette che la lotta di classe esiste e che a vincerla è la sua classe, non sta confessando un rimorso: sta descrivendo un sistema con la freddezza di chi ne conosce ogni ingranaggio. Warren Buffett lo … Continua a leggere La guerra dei signori

L’Italia della paura: come il razzismo è diventato un progetto politico

C'è una differenza profonda tra una società che affronta i problemi e una che costruisce nemici. L'Italia ha imboccato la seconda strada: l'immigrazione, da fenomeno sociale complesso, è stata trasformata in una macchina propagandistica permanente. La paura non è un effetto collaterale, è il progetto.

La mano visibile

Per oltre due secoli il capitalismo si è raccontato attraverso la favola della mano invisibile del mercato. Oggi le tecnologie più avanzate la stanno rendendo visibilissima: l'intelligenza artificiale dimostra che l'economia può essere pianificata, e già lo è. La domanda rimossa non è se pianificare, ma nelle mani di chi sta quella mano e a vantaggio di chi lavora.

Quando il potere pensa a se stesso e dimentica il Paese

Mentre gli italiani fanno i conti con bollette pesanti, salari erosi dall'inflazione, pensioni svalutate e servizi pubblici allo stremo, nelle stanze del potere dominano altre preoccupazioni. Non il lavoro povero, non la sanità, non il futuro dei giovani: il potere pensa a se stesso, e dimentica il Paese.

È uscito “Cyberfascismo. Anatomia di un dominio invisibile”

Quattro parti, tredici capitoli: dal manifesto in dodici punti contro il dominio digitale a una teoria del potere algoritmico contemporaneo, una diagnosi di come il comando si annida nelle infrastrutture digitali e cinque linee di resistenza. Disponibile su Kindle e Apple Books; l'edizione cartacea arriverà nelle prossime settimane.

Il generale e la macchina dell’odio

C'è una domanda che la sinistra italiana continua a eludere, preferendo l'anatema alla comprensione: come si forma, nel 2026, un movimento politico di massa a partire da un libro scritto da un generale che sostiene che gli omosessuali non sono normali, che la sostituzione etnica è in corso e che il merito è stato assassinato dal buonismo? La risposta non è semplice, ma è urgente. Roberto Vannacci non è un'anomalia. È una funzione.

Il giorno in cui Milano si è schierata con i pirati

C'è una geografia morale che si rivela tutta in una sera di maggio. Mentre nelle acque internazionali del Mediterraneo orientale i commando della marina israeliana abbordano le imbarcazioni della Global Sumud Flotilla, sequestrano centinaia di attivisti civili disarmati e sparano contro chi porta farmaci a una popolazione affamata, dentro l'aula del consiglio comunale di Milano si compie un gesto che fra dieci anni nessuno potrà cancellare. Il Pd vota con la destra. Il gemellaggio con Tel Aviv sopravvive.

L’atomo e la diversione

C’è un momento preciso in cui un governo rivela ciò che davvero è: quando, di fronte a un problema concreto che colpisce i corpi e i conti correnti di milioni di persone, risponde con un simbolo. La crisi energetica che da mesi schiaccia le famiglie e le piccole imprese italiane — bollette come sentenze, fabbriche che calcolano se convenga tenere accesi i forni, pensionati costretti a scegliere tra riscaldamento e farmaci — è uno di quei momenti. Il governo Meloni ha scelto di rispondere con un simbolo: il ritorno al nucleare.