La sicurezza che non si nomina

Il Parlamento ha sospeso il vincolo di bilancio per trentasei miliardi destinati a difesa ed energia. I cinque miliardi l'anno necessari per un sistema nazionale della non autosufficienza continuano invece a essere insostenibili. Nei primi sei mesi del 2026 l'INAIL ha registrato 482 morti sul lavoro e 5,8 milioni di persone hanno rinunciato a curarsi: la parola sicurezza, nata sociale, è stata occupata dal lessico militare e poliziesco prima che il conto potesse essere fatto.

Una parola contro i più fragili: la cura che si vorrebbe far pagare

C'e un uomo in un letto. Ha l'Alzheimer, e da mesi non riconosce piu i volti dei figli. Oppure e un giovane tetraplegico assistito a casa, il corpo immobile e la mente lucidissima. Oppure e una donna anziana in una residenza sanitaria, che ha bisogno di essere lavata, nutrita, girata nel letto ogni poche ore. Per queste persone non esiste differenza tra la medicina che le tiene in vita e la mano che le aiuta a mangiare. Eppure una parola sola, inserita in un emendamento, ha provato a inventare quella differenza.

DOCUMENTO PROGRAMMATICO PER LA PIATTAFORMA DECIDIAMO!

Una societa si misura da come tratta chi non ha voce contrattuale. In Italia, dopo decenni di welfare eroso e politiche neoliberali, la non autosufficienza rimane una questione di sopravvivenza per milioni di famiglie. Questo documento presenta una proposta elaborata dal territorio del Friuli Venezia Giulia per il programma di Alleanza Verdi e Sinistra: dalla cura come dovere privato al diritto pubblico universale.