Barbara Spinelli, l’Europa che non ha mai smesso di essere un’idea

Illustrazione simbolica su fondo scuro: un grande sole rosso sorge dietro la sagoma scura di un'isola, Ventotene, riflettendosi sul mare in linee rosse. Sopra il sole un arco di stelle chiare, la prima delle quali è rossa, evoca l'idea di Europa. In basso a destra un pennino da scrittura traccia una linea chiara, simbolo del giornalismo di Barbara Spinelli.

È morta a Roma, a ottant’anni, Barbara Spinelli. Il ricordo di due incontri, ad Acerra e a Palermo, la verità sulla vicenda del seggio del 2014, il lavoro a Strasburgo, la Grecia, i profughi e la difesa di Ventotene contro il riarmo: l’elogio di una donna libera e di un’idea di Europa federale, democratica e di pace.

La vergogna sbagliata

Illustrazione vettoriale su fondo notturno blu scuro: un ponte grigio su un fiume è spezzato al centro da una frattura rossa, colpita da due traiettorie tratteggiate che scendono dall'alto. A sinistra quattro colonne rosse a forma di missile crescono come un grafico di profitti. Sul troncone destro giace un ramo d'ulivo bianco. Cade la neve, in alto a destra una luna sottile.

Su Repubblica Paolo Gentiloni descrive con precisione la «guerra totale» di Putin, poi ne ricava la conclusione che la prolunga e mette alla gogna chi chiede di negoziare. Smontiamo le sue tesi una per una, con i suoi stessi numeri: lo stallo al fronte, l’economia di guerra russa e la nostra, il testimone Kuleba, gli affari di Washington e di Berlino, la NATO, la linea Kallas, il Papa e l’illusione del riarmo.

Venti «Naza»: il prezzo di una famiglia

A Venezia ventiquattro militari israeliani spiegano come si decideva di uccidere i civili a Gaza. Non raccontano un eccesso: raccontano una procedura. Il film ha vinto il Premio speciale della giuria e non il Leone d'oro. E mentre arriva nelle sale italiane, l'Italia resta il Paese che in Europa continua a bloccare ogni sanzione contro chi quella procedura l'ha scritta.

Il conto lo paga l’Europa

Ogni volta che si parla della crisi europea il dito si alza verso Mosca. Ma se si segue il denaro invece del sospetto, il percorso porta a Washington: dal laboratorio di Cambridge Analytica al gas liquefatto pagato fino a cinque volte il prezzo del gas russo, dal cinque per cento della NATO alle pressioni americane sulle regole ambientali europee, fino al settanta per cento del cloud continentale in mano a tre società statunitensi. Un'inchiesta su chi ha costruito un modello di affari sulla debolezza dell'Europa.

L’emergenza è il metodo

Da Ceuta al Patto europeo sull'asilo, dalla sospensione di Schengen alla scansione automatica delle chat: undici passaggi che, presi uno per uno, hanno tutti una giustificazione ragionevole. Sommati, raccontano un modello di potere che cambia forma senza bisogno di camicie nere. La domanda non è più se stia tornando il fascismo, ma come una democrazia impari a comportarsi da regime continuando a chiamarsi democrazia.

Dal Britannia al PNRR

Terza e ultima parte del dossier su J.P. Morgan e le Costituzioni sociali europee. Trent'anni di trasformazione italiana, dalle privatizzazioni del 1992 alla scadenza del PNRR fissata al 31 agosto 2026: come la democrazia non venga abolita ma progressivamente vincolata, e come accanto alla Costituzione del 1948 si sia formata una costituzione economica materiale che nessun elettore ha mai votato.

La cassaforte e la frontiera

In cinque giorni di agosto il governo ha costruito un'invasione che non c'era, ha chiuso in una cassaforte le chat di un suo ex sottosegretario, ha fatto passare sorveglianza biometrica e riarmo in una sola seduta e ha scoperto il terremoto dei Campi Flegrei con quattro giorni di ritardo. Non è una serie di incidenti: è il metodo di governo di questi quattro anni, e i dati Istat, Gimbe ed Eurispes dicono che cosa ha prodotto.

Quando la finanza guardò alle Costituzioni

Il 28 maggio 2013 J.P. Morgan pubblica un rapporto che abbandona il terreno della finanza e osserva le Costituzioni nate dalla sconfitta delle dittature europee come un ostacolo all'aggiustamento economico. Prima parte di un dossier in tre puntate: non la ricerca di un ordine mai impartito, ma la misura dell'impatto che quel paradigma ha prodotto sull'impianto sociale della Costituzione del 1948.

Se parlare con Putin diventa una colpa: il vicolo cieco della sinistra bellicista

Le dichiarazioni di Giuseppe Conte a PiazzAsiago hanno riaperto lo scontro nel campo largo. Ma il problema non è Conte: è la progressiva trasformazione di una parte della sinistra italiana ed europea in sostenitrice della prosecuzione della guerra, del riarmo e della rappresentazione della Russia come minaccia permanente. Chiedere un negoziato non è putinismo. E una sinistra che denuncia i tagli al welfare non può accettare il 5% del PIL alla difesa senza dire chi paga.