Il bollo in regalo, il sangue a pagamento

Illustrazione vettoriale su fondo scuro: a sinistra un’automobile grigia legata con un nastro da regalo; al centro una grande goccia di sangue rossa trasformata in cartellino del prezzo, con il foro e il filo in alto e il simbolo dell’euro ritagliato al centro; a destra tre missili grigi in verticale pronti al lancio; in basso, ai piedi della goccia, due piccole file di figure stilizzate in attesa.

Dal 21 settembre il nuovo tariffario nazionale fa pagare di più visite ed esami a chi non è esente, persino il prelievo di sangue. Nato dai ricorsi della sanità privata accreditata, costa ai cittadini 27 milioni l’anno di nuovi ticket, mentre il Governo trova oltre 2,3 miliardi per sospendere il bollo auto nell’anno delle elezioni e prepara 19 miliardi in più per le armi. Anatomia di uno scambio diseguale e di una tassa sulla malattia.

Millequattrocentotredici giorni. E quattro milioni di persone che rinunciano a curarsi

Il 4 settembre il governo Meloni diventa il più longevo della storia repubblicana. Nella stessa settimana il Senato riprende in mano la legge elettorale che quella durata dovrebbe rendere strutturale. Ma la stabilità non è stata la condizione per risolvere i problemi del Paese: è stata la condizione per non doverli risolvere.

La sicurezza che non si nomina

Il Parlamento ha sospeso il vincolo di bilancio per trentasei miliardi destinati a difesa ed energia. I cinque miliardi l'anno necessari per un sistema nazionale della non autosufficienza continuano invece a essere insostenibili. Nei primi sei mesi del 2026 l'INAIL ha registrato 482 morti sul lavoro e 5,8 milioni di persone hanno rinunciato a curarsi: la parola sicurezza, nata sociale, è stata occupata dal lessico militare e poliziesco prima che il conto potesse essere fatto.