Gli avvertimenti di Emirati ed Egitto ignorati, il piano «Muro di Gerico», il denaro qatariota, la direttiva Annibale, l'offerta sugli ostaggi respinta, i quaranta neonati decapitati mai esistiti: quasi tutto ciò che smonta la narrazione ufficiale sul 7 ottobre viene da fonti israeliane e occidentali. Ecco a che cosa serve, davvero, l'accusa di «propaganda di Hamas».
Tag: genocidio
Il 7 ottobre che Israele non voleva vedere: Sinwar trattava, Netanyahu taceva, Gaza pagava
Tre anni dopo, un’inchiesta di Haaretz rivela che nel 2023 Hamas negoziava con il governo Netanyahu su assedio, cibo e prigionieri, e che quella trattativa fu lasciata morire. Per la prima volta scrivo del 7 ottobre: dalla parte del popolo palestinese, senza tacere nessun sangue innocente.
La Palestina non è una data: è una storia che chiede giustizia
Resoconto dell'incontro «Parliamo ancora di Palestina» alla Casa del Popolo Internazionale di Gorizia, dove ho presentato il mio libro «Palestina. Terra, vita e dignità» con Ennio Francavilla, Dianella Pez e Tonino Pantuso: da Gaza dopo la falsa tregua alle radici europee del sionismo, dalla Nakba alla legge sull'antisemitismo.
Venti «Naza»: il prezzo di una famiglia
A Venezia ventiquattro militari israeliani spiegano come si decideva di uccidere i civili a Gaza. Non raccontano un eccesso: raccontano una procedura. Il film ha vinto il Premio speciale della giuria e non il Leone d'oro. E mentre arriva nelle sale italiane, l'Italia resta il Paese che in Europa continua a bloccare ogni sanzione contro chi quella procedura l'ha scritta.
Il welfare smontato, il cannone finanziato: la Finlandia mostra il conto e l’Italia sta firmando la stessa cambiale
Helsinki ha tagliato nove miliardi di spesa sociale per pagarsi la NATO e ha comprato la difesa aerea dallo Stato che l’ONU ha dichiarato responsabile di genocidio. L’Europa è oggi il primo mercato dell’industria bellica israeliana, con 6,9 miliardi di dollari in un anno. A Roma la sanità resta congelata al 6,4 per cento del PIL mentre il governo chiede a Bruxelles trentasei miliardi di flessibilità per armi ed energia. La sostituzione dello Stato sociale con lo Stato bellico ha nomi, date e numeri.
I padroni delle macchine e delle menti
Libercomunismo di Brancaccio e Cyberfascismo di Sommella, due libri usciti nel 2026, danno un nome al potere che concentra capitali, calcolatori e coscienze. Dal confronto tra la scienza dell'economista e l'anatomia delle infrastrutture cognitive emerge il programma politico del XXI secolo: riportare le macchine sotto controllo democratico.
Il giorno in cui Milano si è schierata con i pirati
C'è una geografia morale che si rivela tutta in una sera di maggio. Mentre nelle acque internazionali del Mediterraneo orientale i commando della marina israeliana abbordano le imbarcazioni della Global Sumud Flotilla, sequestrano centinaia di attivisti civili disarmati e sparano contro chi porta farmaci a una popolazione affamata, dentro l'aula del consiglio comunale di Milano si compie un gesto che fra dieci anni nessuno potrà cancellare. Il Pd vota con la destra. Il gemellaggio con Tel Aviv sopravvive.
La menzogna del moderatismo
Tacere sugli eccidi, accettare la redistribuzione al contrario, svuotare la democrazia: il vocabolario di un'ipocrisia che si chiama moderazione. In Italia, da almeno trent'anni, una parola è stata trasformata in arma. Quella parola è moderato. Si presenta come confine ragionevole tra estremi, ma nei fatti funziona come dispositivo di neutralizzazione del conflitto sociale, della responsabilità … Continua a leggere La menzogna del moderatismo
Lo Stato canaglia e i suoi servi: cronaca di una complicità europea
Mentre Tel Aviv bombarda Beirut e Teheran, Bruxelles e Roma scelgono il silenzio. E il silenzio, in tempo di genocidio, è una firma in calce. La tregua era stata annunciata da poche ore quando i caccia israeliani hanno trasformato interi quartieri di Beirut in macerie. Non un errore, non un incidente di percorso: un atto … Continua a leggere Lo Stato canaglia e i suoi servi: cronaca di una complicità europea

