Dai vincoli di bilancio al riarmo: il grande inganno delle élite europee

C’è una frase di Albert Einstein che oggi risuona come una condanna storica:

“Non so con quali armi si combatterà la Terza guerra mondiale, ma so che la Quarta si combatterà con bastoni e pietre.”

Questa profezia non è più solo una riflessione sul futuro, ma una descrizione sinistra del presente. Perché la Terza guerra mondiale, in un certo senso, è già in corso. Non è (ancora) una guerra combattuta con eserciti che si fronteggiano in campo aperto su scala globale, ma è una guerra condotta dalle élite contro i popoli. Una guerra finanziaria, economica, ideologica, che ha un solo obiettivo: mantenere il controllo assoluto sulle risorse e sulle vite di miliardi di persone.

Il paradosso dell’austerità: 25 anni di sacrifici… per cosa?

Per un quarto di secolo, i popoli europei hanno subito il martellante mantra del rigore. Il patto di stabilità, il rispetto dei parametri di Maastricht, il contenimento della spesa pubblica, i tagli al welfare, le privatizzazioni selvagge. Ogni richiesta di investimenti in sanità, istruzione, pensioni o salari veniva respinta con la solita giustificazione: “Non ci sono soldi”.

Ma oggi scopriamo che le casse si aprono. Non per salvare i cittadini, ma per finanziare l’industria bellica. Ottocento miliardi di euro: questa è la cifra che l’Europa è disposta a spendere per un riarmo senza precedenti.

Dove sono finiti i dogmi dell’austerità? Dove sono le prediche sulla responsabilità finanziaria? La verità è che il rigore vale solo quando si tratta di impedire ai popoli di avere un’esistenza dignitosa. Quando invece c’è da alimentare la macchina della guerra, il denaro scorre a fiumi.

La guerra infinita: un’industria che non conosce crisi

Non è un caso che tutto questo avvenga oggi. L’industria bellica è uno dei pochi settori che non conosce crisi, anzi, prospera sulle tensioni internazionali. Le élite occidentali hanno bisogno di un nemico per giustificare il loro potere e le loro spese folli. Dopo il terrorismo islamico, dopo la crisi finanziaria, ora è il turno dello scontro con la Russia e la Cina.

E mentre i popoli si impoveriscono, le grandi aziende della difesa — Lockheed Martin, Rheinmetall, Leonardo, BAE Systems — vedono crescere i loro profitti. Tutto a spese di chi, fino a ieri, si sentiva dire che doveva stringere la cinghia per il bene comune.

Dove ci porterà tutto questo?

Il riarmo non porterà pace, ma solo nuova distruzione. E chi pagherà il prezzo più alto saranno sempre gli stessi: i lavoratori, le classi medie e povere, i giovani senza futuro, gli anziani abbandonati. Questa guerra silenziosa, combattuta con armi economiche e politiche, è già in corso.

Einstein aveva ragione: se non fermiamo questa follia, un giorno ci ritroveremo a combattere con bastoni e pietre. Non perché sia inevitabile, ma perché chi ci governa sta portando il mondo proprio in quella direzione.

È ora di dire basta.

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