Quattro anni di pilota automatico

Illustrazione vettoriale su fondo scuro: al centro un grande quadrante da cruscotto d’aereo, con la lancetta rossa bloccata da un piccolo lucchetto e una rotta rossa tratteggiata che prosegue verso l’alto a destra; a sinistra una vetrina incrinata con schegge a terra, una delle quali rossa; a destra un camion grigio fermo, con un triangolo di emergenza rosso posato a terra alle sue spalle; in basso una croce grigia da cui parte la linea rossa di un battito cardiaco, con quattro impulsi sempre più deboli che si appiattiscono verso destra.

Le vetrine sfondate a Milano, i Tir fermi ai caselli del Sud, quasi sei milioni di persone che rinunciano a curarsi: tre facce della stessa politica. Dalla lettera della Bce del 2011 all’agenda Draghi, fino al governo Meloni che compie quattro anni, la rotta non è cambiata: vincoli di bilancio, spesa militare, sconti a tempo, salari fermi. Le promesse del 2022 si sono rivelate un’illusione propagandistica. Ma c’è chi organizza la risposta, come la campagna «La cura non è un costo. È un diritto!».

Dal Britannia al PNRR

Terza e ultima parte del dossier su J.P. Morgan e le Costituzioni sociali europee. Trent'anni di trasformazione italiana, dalle privatizzazioni del 1992 alla scadenza del PNRR fissata al 31 agosto 2026: come la democrazia non venga abolita ma progressivamente vincolata, e come accanto alla Costituzione del 1948 si sia formata una costituzione economica materiale che nessun elettore ha mai votato.

Da J.P. Morgan al Jobs Act: l’Italia come «key test»

Seconda parte del dossier su J.P. Morgan e le Costituzioni sociali europee. Tra il 2014 e il 2016 l'Italia interviene esattamente sui punti che il rapporto del 2013 indicava come ostacoli: tutele del lavoro, bicameralismo, rapporto Stato-Regioni. Dal Jobs Act al Monte dei Paschi, fino al Board of Peace di Tony Blair: non la ricerca di un mandante, ma la misura della convergenza e del suo impatto.

Quando la finanza guardò alle Costituzioni

Il 28 maggio 2013 J.P. Morgan pubblica un rapporto che abbandona il terreno della finanza e osserva le Costituzioni nate dalla sconfitta delle dittature europee come un ostacolo all'aggiustamento economico. Prima parte di un dossier in tre puntate: non la ricerca di un ordine mai impartito, ma la misura dell'impatto che quel paradigma ha prodotto sull'impianto sociale della Costituzione del 1948.

La maggioranza fabbricata (parte seconda)

La governabilità non è una virtù tecnica ma la forma politica del neoliberismo. Dietro il Melonellum, la lunga storia di una sovranità migrata ai mercati e ai vincoli dei trattati: il Parlamento ridotto a ratifica, il capo che sostituisce il programma, la diseguaglianza blindata per via costituzionale. Seconda parte dell’analisi.