Ventiquattro anni dopo l'editto bulgaro, la Rai rimuove Sigfrido Ranucci dalla conduzione di Report. È cambiato soltanto il lessico: dove Berlusconi diceva uso criminoso, oggi l'azienda scrive ricollocazione professionale. Un'analisi della continuità fra Sofia 2002 e Viale Mazzini 2026, delle sentenze definitive che spiegano perché il potere teme l'inchiesta, e di una governance Rai che l'Unione europea considera fuori norma.
Tag: Meloni
Ventisei miliardi impronunciabili
La CGIL chiede l'1,3 per cento ai cinquecentomila italiani che possiedono più di due milioni di euro. Il governo grida all'esproprio. Ma la patrimoniale, in Italia, esiste già: la pagano quelli che hanno una casa, un'automobile e un conto corrente.
L’emergenza è il metodo
Da Ceuta al Patto europeo sull'asilo, dalla sospensione di Schengen alla scansione automatica delle chat: undici passaggi che, presi uno per uno, hanno tutti una giustificazione ragionevole. Sommati, raccontano un modello di potere che cambia forma senza bisogno di camicie nere. La domanda non è più se stia tornando il fascismo, ma come una democrazia impari a comportarsi da regime continuando a chiamarsi democrazia.
Quarti al mondo, ultimi in busta paga
L'Italia celebra 643 miliardi di esportazioni mentre i salari reali dei suoi lavoratori crollano più che in qualunque altra grande economia avanzata. Non è una contraddizione: è il meccanismo. Il record nasce dalle scorte farmaceutiche pre-dazi, è realizzato per oltre un terzo da imprese controllate dall'estero e nel 2025 il commercio con l'estero ha addirittura sottratto crescita al PIL. Chi lo tiene in piedi, chi ne paga il conto.
Un nemico su misura
Dall'ordine esecutivo del settembre 2025 al vertice di Washington del 16 luglio 2026, l'amministrazione Trump ha costruito per gradi l'organizzazione terroristica che dice di combattere. Antifa non ha leadership, aderenti né struttura di finanziamento: eppure sessanta governi, Italia compresa, sono stati chiamati a certificarne l'esistenza. Cronaca di una fabbricazione istituzionale, dei suoi effetti giudiziari negli Stati Uniti e del prezzo che rischia di pagare una Repubblica nata dalla Resistenza.
La cassaforte e la frontiera
In cinque giorni di agosto il governo ha costruito un'invasione che non c'era, ha chiuso in una cassaforte le chat di un suo ex sottosegretario, ha fatto passare sorveglianza biometrica e riarmo in una sola seduta e ha scoperto il terremoto dei Campi Flegrei con quattro giorni di ritardo. Non è una serie di incidenti: è il metodo di governo di questi quattro anni, e i dati Istat, Gimbe ed Eurispes dicono che cosa ha prodotto.
Cinquantamila per interposta persona
Come il ricatto di Rabat sulla frontiera di Ceuta è stato convertito in un processo politico contro la Spagna, e perché il governo italiano ha guidato l'offensiva europea contro il Paese aggredito anziché contro chi quel ricatto lo ha reso possibile.
Il respiro negato
La morte di Abderrahim Fakir al Pilastro di Bologna non è un fatto di cronaca ma la fotografia di un ordinamento che erode i diritti dei molti e blinda giuridicamente chi la forza la esercita. Dallo scudo penale del decreto sicurezza alla condanna CEDU sul caso Magherini, un'inchiesta sui rapporti di potere e sulla geografia di classe della morte.
L’ordine dei proprietari
In quarantotto ore la grazia rivendicata dal governo per un gioielliere condannato per omicidio e la riscrittura della legge elettorale svelano un'unica strategia: assolvere chi possiede e piegare le regole a proprio vantaggio. Un'analisi tra il caso Roggero, il "Melonellum" e lo specchio internazionale della destra.
Il pensiero in divisa
Prima ancora di comprare i missili, il potere europeo ha messo in marcia le coscienze. Dal piano ReArm Europe al vertice NATO dell'Aja, dalla militarizzazione delle scuole al riarmo del linguaggio: come la logica bellica ha colonizzato senso comune ed educazione, trasformando la guerra da eccezione ripudiata a evidenza indiscutibile. E perché disarmare il pensiero è oggi il gesto politico più necessario.