di Mario sommella
Gaza è una distesa di macerie. Cinquanta milioni di tonnellate di distruzione, corpi in decomposizione sepolti sotto il cemento, acqua contaminata, malattie e fame. Questo è il risultato di un assedio disumano che si protrae senza sosta, mentre il mondo osserva in silenzio, quando non è apertamente complice.
Il reportage di Chris Hedges è un atto di accusa contro un genocidio in diretta, perpetrato con la benedizione e il supporto dell’Occidente. Non possiamo più nasconderci dietro le retoriche politiche, le giustificazioni sulla sicurezza o la propaganda mediatica: quello che sta accadendo a Gaza è un crimine contro l’umanità, un’operazione sistematica di pulizia etnica portata avanti con la forza delle bombe e la fame come arma di guerra.
Un inferno costruito con il sostegno dell’Occidente
Israele, rifornito di armi dagli Stati Uniti, dalla Germania, dall’Italia e dal Regno Unito, ha ridotto Gaza a un cumulo di rovine, lasciando milioni di persone senza casa, senza cure mediche, senza cibo e senza speranza. I numeri parlano chiaro: il 90% della popolazione è stata sfollata, il tasso di disoccupazione è dell’80%, il PIL è crollato dell’85%. Gli ospedali, le scuole, le università, i panifici e persino i cimiteri sono stati rasi al suolo. Non è un’operazione militare: è un annientamento pianificato.
E mentre i palestinesi vengono spinti verso la disperazione più assoluta, Israele continua a impedire l’accesso della stampa internazionale a Gaza, perché l’orrore non deve essere documentato, perché le voci delle vittime devono essere soffocate.
L’ONU stima che la ricostruzione di Gaza richiederebbe almeno 50 miliardi di dollari e 15 anni, ma sappiamo che questo non accadrà. Israele non permetterà mai la rinascita di Gaza, perché il suo obiettivo è chiaro: rendere la Striscia invivibile fino a costringere alla fuga il suo popolo.
Un genocidio che l’Occidente sceglie di ignorare
Washington e le capitali europee restano inerti, complici di questo crimine storico. Non c’è alcuna volontà politica di fermare il massacro. Gli stessi governi che si riempiono la bocca con parole come “democrazia” e “diritti umani” sono gli stessi che forniscono le armi per sterminare un popolo.
Abbiamo visto genocidi nella storia recente: in Rwanda, in Bosnia, nell’Olocausto e in altri massacri coloniali dimenticati. E ogni volta, dopo la tragedia, i leader occidentali hanno ripetuto lo stesso mantra: “Mai più.” Eppure, oggi, Gaza brucia sotto gli occhi del mondo e nessuno muove un dito. L’ipocrisia è insopportabile.
Israele: un modello per i nuovi fascismi globali
Israele è diventato il laboratorio del futuro distopico che l’estrema destra mondiale sogna di realizzare ovunque: uno Stato militarizzato, etnonazionalista, che usa la violenza indiscriminata per “ripulire” la sua società da chiunque venga considerato indesiderato. Il sostegno che riceve dai governi occidentali è l’ennesima prova che la democrazia, nel mondo di oggi, è solo un’illusione per chi è abbastanza privilegiato da potersela permettere.
Mentre le bombe devastano Gaza, mentre i bambini muoiono di fame vittime dei cecchini israeliani, e i corpi restano insepolti sotto le macerie, l’Occidente non solo guarda, ma partecipa attivamente al massacro. E quando il genocidio sarà compiuto, quando la Striscia sarà svuotata e i palestinesi costretti all’esilio, i governi occidentali non avranno il diritto di dire di non sapere.
Noi lo sappiamo. E il nostro silenzio ci rende colpevoli.
Fonte: articolo pubblicato sull’anti-diplomatico da un report di Chris Hedges