La vergogna sbagliata

Illustrazione vettoriale su fondo notturno blu scuro: un ponte grigio su un fiume è spezzato al centro da una frattura rossa, colpita da due traiettorie tratteggiate che scendono dall'alto. A sinistra quattro colonne rosse a forma di missile crescono come un grafico di profitti. Sul troncone destro giace un ramo d'ulivo bianco. Cade la neve, in alto a destra una luna sottile.

Su Repubblica Paolo Gentiloni descrive con precisione la «guerra totale» di Putin, poi ne ricava la conclusione che la prolunga e mette alla gogna chi chiede di negoziare. Smontiamo le sue tesi una per una, con i suoi stessi numeri: lo stallo al fronte, l’economia di guerra russa e la nostra, il testimone Kuleba, gli affari di Washington e di Berlino, la NATO, la linea Kallas, il Papa e l’illusione del riarmo.

Gli strateghi del salotto. La guerra alla Russia si combatte con i figli degli altri

Illustrazione vettoriale su fondo scuro: a sinistra una poltrona rossa accanto a una lampada da terra, con uno smartphone acceso appoggiato sul bracciolo. Dalla poltrona parte una lunga ombra rosso scuro che attraversa il pavimento fino all'orizzonte, coperta da file di elmetti militari grigi che rimpiccioliscono in lontananza.

A Kiev servono trentamila uomini al mese, a Parigi un generale chiede di prepararsi a perdere i propri figli, in Italia la spesa militare corre verso il 5% del Pil e la leva torna in discussione. Intanto cresce un bellicismo da tastiera che non rischia nulla, mentre la maggioranza degli italiani dice no al riarmo. Chi paga la guerra, chi la racconta e chi ne incassa i dividendi.

Cavie di guerra. Palantir, l’Ucraina e la repubblica armata di Alex Karp

Illustrazione su fondo scuro: la sagoma stilizzata di un uomo con due buste della spesa è inquadrata al centro di un mirino rosso. Sottili linee rosse convergono su di lui da decine di piccoli riquadri sparsi, come dati raccolti da ogni direzione. A sinistra una colonna di barre grigie rappresenta i record di un database; una sola barra è evidenziata in rosso e una linea tratteggiata la collega al bersaglio.

Dai registri di leva di Kyiv alla scuola di Minab, fino al manifesto in ventidue punti pubblicato su X: come Palantir ha trasformato la guerra in laboratorio, i dati in merce e la pace in un rischio d’impresa. Un’inchiesta che verifica le fonti, separa i fatti dalle accuse e mostra chi incassa e chi paga.

Se parlare con Putin diventa una colpa: il vicolo cieco della sinistra bellicista

Le dichiarazioni di Giuseppe Conte a PiazzAsiago hanno riaperto lo scontro nel campo largo. Ma il problema non è Conte: è la progressiva trasformazione di una parte della sinistra italiana ed europea in sostenitrice della prosecuzione della guerra, del riarmo e della rappresentazione della Russia come minaccia permanente. Chiedere un negoziato non è putinismo. E una sinistra che denuncia i tagli al welfare non può accettare il 5% del PIL alla difesa senza dire chi paga.

Armi in deroga

Il 23 luglio 2026 la Commissione europea presenta a Washington il proprio riarmo agli investitori, mentre a Roma l'Osservatorio Mil€x ne misura il costo. Dalla clausola di salvaguardia riservata alle armi ai 14,9 miliardi del prestito SAFE prenotati dal governo italiano, l'anatomia di un'architettura permanente che nessun elettore ha mai votato, e dei trenta miliardi che mancano alla sanità.

La festa e il sospetto

Il Mondiale americano, la paranoia eretta a sistema di governo e la fabbrica del nemico C’è un uomo che, in queste ore, rappresenta meglio di qualsiasi discorso ufficiale il vero volto del Mondiale di calcio del 2026. Si chiama Omar Abdulkadir Artan, è somalo, ed è stato eletto miglior arbitro africano dell’anno. Sarebbe dovuto entrare … Continua a leggere La festa e il sospetto

Le crepe nel palazzo

Il potere imperiale vacilla a Washington, balbetta a Bruxelles e impoverisce a Roma. Ma una crepa non è ancora una breccia Per decenni ci hanno raccontato che l’ordine del mondo fosse una legge di natura, immodificabile come il sorgere del sole. Washington decide, Tel Aviv esegue la propria strategia regionale, Bruxelles segue mormorando, Roma obbedisce … Continua a leggere Le crepe nel palazzo

I droni della paura: come l’Europa rischia di trasformare ogni incidente in una guerra

C'è un momento in cui la prudenza smette di essere una virtù e viene dipinta come una colpa: il dubbio diventa sospetto, il dialogo debolezza, e ogni evento ambiguo viene piegato a una narrazione già scritta. L'Europa lo sta vivendo, e rischia di trasformare ogni incidente in un casus belli.

Sotto il sole della sovranità: come la rivoluzione solare cinese sta smontando l’ultimo bloqueo imperiale

Mentre Trump trasforma Cuba in «minaccia inusuale e straordinaria» e ne strangola l'energia, Pechino installa novanta parchi fotovoltaici sull'isola. È la più rapida transizione verde mai vista in un Paese del Sud globale, ed è anche la dimostrazione concreta che l'egemonia statunitense, oggi, non è più una condanna inevitabile. Il 29 gennaio 2026 Donald Trump … Continua a leggere Sotto il sole della sovranità: come la rivoluzione solare cinese sta smontando l’ultimo bloqueo imperiale