In cinque giorni di agosto il governo ha costruito un'invasione che non c'era, ha chiuso in una cassaforte le chat di un suo ex sottosegretario, ha fatto passare sorveglianza biometrica e riarmo in una sola seduta e ha scoperto il terremoto dei Campi Flegrei con quattro giorni di ritardo. Non è una serie di incidenti: è il metodo di governo di questi quattro anni, e i dati Istat, Gimbe ed Eurispes dicono che cosa ha prodotto.
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Gli escursionisti
Tra il 24 e il 25 luglio 2026 il Tg1 e il Tg2 hanno definito «escursionisti» i coloni armati entrati nel villaggio palestinese di Tell. Non una svista lessicale, ma il sintomo di un servizio pubblico senza presidente, senza organo di controllo e senza autonomia.
La stanza vuota
Egemonia culturale, potere algoritmico e la posta in gioco del presente Da qualche tempo la destra italiana ha riscoperto Gramsci. Lo cita, lo rivendica, lo brandisce come una parola d’ordine: egemonia culturale. In un recente intervento, «Gli apprendisti stregoni dell’egemonia culturale», Francesco Coniglione ha smontato con precisione questa pretesa, mostrando come essa scambi la cultura … Continua a leggere La stanza vuota
La festa e il sospetto
Il Mondiale americano, la paranoia eretta a sistema di governo e la fabbrica del nemico C’è un uomo che, in queste ore, rappresenta meglio di qualsiasi discorso ufficiale il vero volto del Mondiale di calcio del 2026. Si chiama Omar Abdulkadir Artan, è somalo, ed è stato eletto miglior arbitro africano dell’anno. Sarebbe dovuto entrare … Continua a leggere La festa e il sospetto
Il copione del silenzio: il Libano come Gaza, e i testimoni nel mirino
Quando un esercito bombarda ospedali e uccide giornalisti non colpisce obiettivi militari: cancella le prove. Ciò che era stato teorizzato per Gaza, dall'annessione a tappe alla rimozione dei testimoni, si sta ora ripetendo in Libano. Stesso copione, stessa impunità, stesso silenzio complice dell'Occidente.
L’Italia della paura: come il razzismo è diventato un progetto politico
C'è una differenza profonda tra una società che affronta i problemi e una che costruisce nemici. L'Italia ha imboccato la seconda strada: l'immigrazione, da fenomeno sociale complesso, è stata trasformata in una macchina propagandistica permanente. La paura non è un effetto collaterale, è il progetto.
I droni della paura: come l’Europa rischia di trasformare ogni incidente in una guerra
C'è un momento in cui la prudenza smette di essere una virtù e viene dipinta come una colpa: il dubbio diventa sospetto, il dialogo debolezza, e ogni evento ambiguo viene piegato a una narrazione già scritta. L'Europa lo sta vivendo, e rischia di trasformare ogni incidente in un casus belli.
Quando il potere pensa a se stesso e dimentica il Paese
Mentre gli italiani fanno i conti con bollette pesanti, salari erosi dall'inflazione, pensioni svalutate e servizi pubblici allo stremo, nelle stanze del potere dominano altre preoccupazioni. Non il lavoro povero, non la sanità, non il futuro dei giovani: il potere pensa a se stesso, e dimentica il Paese.
È uscito “Cyberfascismo. Anatomia di un dominio invisibile”
Quattro parti, tredici capitoli: dal manifesto in dodici punti contro il dominio digitale a una teoria del potere algoritmico contemporaneo, una diagnosi di come il comando si annida nelle infrastrutture digitali e cinque linee di resistenza. Disponibile su Kindle e Apple Books; l'edizione cartacea arriverà nelle prossime settimane.
Il generale e la macchina dell’odio
C'è una domanda che la sinistra italiana continua a eludere, preferendo l'anatema alla comprensione: come si forma, nel 2026, un movimento politico di massa a partire da un libro scritto da un generale che sostiene che gli omosessuali non sono normali, che la sostituzione etnica è in corso e che il merito è stato assassinato dal buonismo? La risposta non è semplice, ma è urgente. Roberto Vannacci non è un'anomalia. È una funzione.