L’IMPERO NUDO — L’eccezionalismo americano e il tramonto della coscienza occidentale

Il 28 febbraio 2026, mentre i negoziatori statunitensi e iraniani si trovavano ancora seduti attorno a un tavolo diplomatico, i cacciabombardieri americani e israeliani aprivano i bay doors sui cieli di Teheran. Il copione era identico a quello di Baghdad nel 2003, di Tripoli nel 2011, di Kabul in ogni stagione di ogni decennio. Non è un incidente. Non è un'eccezione. È la norma strutturale di una potenza che non riconosce limite alcuno alla propria volontà di dominio.

L’isola che non si inginocchia

Il 20 maggio 2026, giorno in cui Cuba commemora la propria indipendenza formale, Washington ha scelto di lanciare due operazioni simultanee contro l'isola. Non è simbolismo casuale: è la grammatica dell'imperialismo, che non rinuncia al gesto teatrale neppure quando agisce da carnefice. L'incriminazione di Raúl Castro, cento milioni di dollari in aiuti per destabilizzare l'isola, e la portaerei nucleare USS Nimitz nei Caraibi. Tre mosse. Un solo disegno.

Il giorno in cui Milano si è schierata con i pirati

C'è una geografia morale che si rivela tutta in una sera di maggio. Mentre nelle acque internazionali del Mediterraneo orientale i commando della marina israeliana abbordano le imbarcazioni della Global Sumud Flotilla, sequestrano centinaia di attivisti civili disarmati e sparano contro chi porta farmaci a una popolazione affamata, dentro l'aula del consiglio comunale di Milano si compie un gesto che fra dieci anni nessuno potrà cancellare. Il Pd vota con la destra. Il gemellaggio con Tel Aviv sopravvive.

I maestri dell’odio e il sangue di Bakari Sako

Bakari Sako aveva trentacinque anni, la famiglia rimasta in Mali, una bicicletta usata ogni mattina per raggiungere i campi di Massafra. Sabato nove maggio si e fermato in piazza Fontana, nel cuore della citta vecchia di Taranto, per bere un caffe prima di salire sul pullman dei braccianti. Non lo ha bevuto. E stato accerchiato da cinque ragazzini, malmenato, inseguito e colpito tre volte al torace da un quindicenne armato di coltello. E morto sull'asfalto. Non e un fatto di cronaca: e l'effetto di una pedagogia dell'odio.

Dalla parola al pogrom: la scala di Allport, settant’anni dopo

Come il pregiudizio diventa politica, e come la politica diventa deportazione — dall'Europa della remigrazione alla Palestina della pena di morte Nel 1954, lo psicologo statunitense Gordon W. Allport pubblicava The Nature of Prejudice, opera che ancora oggi costituisce la cornice teorica più lucida per comprendere come l'ostilità verso l'altro non sia un sentimento, ma … Continua a leggere Dalla parola al pogrom: la scala di Allport, settant’anni dopo

La fabbrica della realtà: istruzioni per abitare il Paese più bello del mondo (quello immaginario)

Cari concittadini, una buona notizia: viviamo nel migliore dei paesi possibili. Lo sappiamo per certo perché ce l’ha appena comunicato la premier dal banco del governo, con la compostezza di chi legge un bollettino meteorologico nel quale c’è sempre il sole. I salari crescono, la giustizia si modernizza, l’Europa è unita, la sanità ha il … Continua a leggere La fabbrica della realtà: istruzioni per abitare il Paese più bello del mondo (quello immaginario)

REFERENDUM GIUSTIZIA: QUANDO LA MENZOGNA DIVENTA CAMPAGNA ELETTORALE

Il 22 e 23 marzo gli italiani voteranno su una riforma costituzionale che nessuno ha discusso davvero. Tra propaganda televisiva, sentimenti antimagistratura e silenzi dell'opposizione, il rischio non è solo che vinca il Sì. È che vinca l'ignoranza. La fabbrica del consenso emotivo C'è un video di quattordici minuti che circola ossessivamente sulle piattaforme social … Continua a leggere REFERENDUM GIUSTIZIA: QUANDO LA MENZOGNA DIVENTA CAMPAGNA ELETTORALE

La storia (ri)scritta a uso e consumo del potere

Il discorso di Meloni al Parlamento sulla guerra in Iran: una narrazione che capovolge la realtà, assolve gli aggressori e abbandona il diritto internazionale C'è una tecnica narrativa collaudata, nel lessico del potere: nominare i fatti senza dirli, condannare senza accusare, invocare principi che si è già provveduto a svuotare. Il discorso tenuto ieri da … Continua a leggere La storia (ri)scritta a uso e consumo del potere

LA BANALITÀ DEL MALE NELL’ERA DELLO SPETTACOLO

Quando l'assassinio politico diventa intrattenimento di massa I. Il tempo delle abitudini impossibili Esiste un momento preciso in cui ciò che era impensabile smette di essere tale. Non è un'esplosione: è un'erosione silenziosa, quasi impercettibile, che avviene nelle pieghe del dibattito quotidiano, nei toni di una breaking news, nell'intonazione con cui un conduttore introduce la … Continua a leggere LA BANALITÀ DEL MALE NELL’ERA DELLO SPETTACOLO

La Premier delle Mille Bugie. Quando il Palazzo mente più dello Schermomariosommella.wordpress.com

C’è un principio elementare nel giornalismo, così antico da sembrare ovvio eppure così sistematicamente violato da chi governa: chi occupa una posizione pubblica di potere risponde delle proprie parole. Non alle telecamere dell’alleato di turno, non ai commenti del proprio esercito mediatico, ma ai fatti. Nudi, verificabili, documentati. È su questo principio che poggia la … Continua a leggere La Premier delle Mille Bugie. Quando il Palazzo mente più dello Schermomariosommella.wordpress.com