Quattro anni di pilota automatico

Illustrazione vettoriale su fondo scuro: al centro un grande quadrante da cruscotto d’aereo, con la lancetta rossa bloccata da un piccolo lucchetto e una rotta rossa tratteggiata che prosegue verso l’alto a destra; a sinistra una vetrina incrinata con schegge a terra, una delle quali rossa; a destra un camion grigio fermo, con un triangolo di emergenza rosso posato a terra alle sue spalle; in basso una croce grigia da cui parte la linea rossa di un battito cardiaco, con quattro impulsi sempre più deboli che si appiattiscono verso destra.

Le vetrine sfondate a Milano, i Tir fermi ai caselli del Sud, quasi sei milioni di persone che rinunciano a curarsi: tre facce della stessa politica. Dalla lettera della Bce del 2011 all’agenda Draghi, fino al governo Meloni che compie quattro anni, la rotta non è cambiata: vincoli di bilancio, spesa militare, sconti a tempo, salari fermi. Le promesse del 2022 si sono rivelate un’illusione propagandistica. Ma c’è chi organizza la risposta, come la campagna «La cura non è un costo. È un diritto!».

Quarti al mondo, ultimi in busta paga

L'Italia celebra 643 miliardi di esportazioni mentre i salari reali dei suoi lavoratori crollano più che in qualunque altra grande economia avanzata. Non è una contraddizione: è il meccanismo. Il record nasce dalle scorte farmaceutiche pre-dazi, è realizzato per oltre un terzo da imprese controllate dall'estero e nel 2025 il commercio con l'estero ha addirittura sottratto crescita al PIL. Chi lo tiene in piedi, chi ne paga il conto.

La secessione delle tariffe

L'autonomia differenziata riparte dalla sanità: quattro intese fotocopia consegnano a Lombardia, Veneto, Piemonte e Liguria tariffe differenziate e fondi integrativi, mentre la mobilità sanitaria tocca il record di 5,15 miliardi. Sei regioni votano no: la battaglia per l'uguaglianza si sposta in Parlamento e davanti alla Consulta.