A Kiev servono trentamila uomini al mese, a Parigi un generale chiede di prepararsi a perdere i propri figli, in Italia la spesa militare corre verso il 5% del Pil e la leva torna in discussione. Intanto cresce un bellicismo da tastiera che non rischia nulla, mentre la maggioranza degli italiani dice no al riarmo. Chi paga la guerra, chi la racconta e chi ne incassa i dividendi.
