Dal Britannia al PNRR

Terza e ultima parte del dossier su J.P. Morgan e le Costituzioni sociali europee. Trent'anni di trasformazione italiana, dalle privatizzazioni del 1992 alla scadenza del PNRR fissata al 31 agosto 2026: come la democrazia non venga abolita ma progressivamente vincolata, e come accanto alla Costituzione del 1948 si sia formata una costituzione economica materiale che nessun elettore ha mai votato.

La cassaforte e la frontiera

In cinque giorni di agosto il governo ha costruito un'invasione che non c'era, ha chiuso in una cassaforte le chat di un suo ex sottosegretario, ha fatto passare sorveglianza biometrica e riarmo in una sola seduta e ha scoperto il terremoto dei Campi Flegrei con quattro giorni di ritardo. Non è una serie di incidenti: è il metodo di governo di questi quattro anni, e i dati Istat, Gimbe ed Eurispes dicono che cosa ha prodotto.

Da J.P. Morgan al Jobs Act: l’Italia come «key test»

Seconda parte del dossier su J.P. Morgan e le Costituzioni sociali europee. Tra il 2014 e il 2016 l'Italia interviene esattamente sui punti che il rapporto del 2013 indicava come ostacoli: tutele del lavoro, bicameralismo, rapporto Stato-Regioni. Dal Jobs Act al Monte dei Paschi, fino al Board of Peace di Tony Blair: non la ricerca di un mandante, ma la misura della convergenza e del suo impatto.

Quando la finanza guardò alle Costituzioni

Il 28 maggio 2013 J.P. Morgan pubblica un rapporto che abbandona il terreno della finanza e osserva le Costituzioni nate dalla sconfitta delle dittature europee come un ostacolo all'aggiustamento economico. Prima parte di un dossier in tre puntate: non la ricerca di un ordine mai impartito, ma la misura dell'impatto che quel paradigma ha prodotto sull'impianto sociale della Costituzione del 1948.

Il volto prima del reato

Lo schema di decreto che adegua l’Italia all’AI Act consente di elaborare e conservare per sette giorni i dati biometrici di chiunque acceda a una piazza, a una stazione o al percorso di un corteo. Il Garante per la protezione dei dati personali e la Commissione europea hanno segnalato l’incompatibilità con il regolamento; la maggioranza ha corretto la forma. Il principio rovesciato resta: per finire in un archivio biometrico dello Stato non serve più aver fatto qualcosa, basta essere passati di lì.

Il cartellino del prezzo

Dopo i sei morti di Tell del 24 luglio, in Cisgiordania non è arrivata un'indagine ma una rappresaglia: trenta attacchi in un fine settimana, sei case bruciate a Sarra, due moschee incendiate, ottanta arresti, ventisei battaglioni e 763 nuovi alloggi approvati a Eli. La punizione collettiva non è una reazione: è un metodo.

Il teorema della connivenza

Dopo l'assalto ai cantieri della Torino-Lione sessanta agenti feriti diventano un atto d'accusa contro l'intera opposizione. Ma dietro la retorica del nemico interno restano intatti i quattordici miliardi di un'opera senza fine, i diciotto anni di ritardo e il fallimento di un decreto sicurezza pensato per impedire esattamente ciò che è accaduto.

Il respiro negato

La morte di Abderrahim Fakir al Pilastro di Bologna non è un fatto di cronaca ma la fotografia di un ordinamento che erode i diritti dei molti e blinda giuridicamente chi la forza la esercita. Dallo scudo penale del decreto sicurezza alla condanna CEDU sul caso Magherini, un'inchiesta sui rapporti di potere e sulla geografia di classe della morte.