Sabato 15 aprile, Piazza Barberini sarà il cuore pulsante di una protesta necessaria. Non solo un NO alla guerra, ma un NO a un’Europa che sta demolendo il futuro dei suoi cittadini, sacrificandoli sull’altare del riarmo e della disumanità.
Mentre il governo europeo impone tagli al welfare, all’istruzione, alla sanità, mentre si paventa un prelievo forzoso sui risparmi dei cittadini per finanziare un piano militare da 800 miliardi, un altro tassello si aggiunge al mosaico della vergogna: un nuovo piano di rimpatri e deportazioni di massa. Una politica che segna il definitivo passaggio da un’Europa dei diritti a un’Europa delle espulsioni e dei respingimenti, che colpisce i più deboli e distrugge il senso stesso di civiltà.
Dalla Fortezza Europa alla Prigione Sociale
La strategia è chiara: si blindano i confini e si abbattono i diritti. Da un lato, l’UE diventa una Fortezza militare, investendo miliardi in armi, dall’altro diventa una prigione sociale, in cui chi è povero, fragile o straniero è considerato un problema da eliminare.
Gli anziani e i pensionati? Costretti a vivere con assegni sempre più miseri, mentre miliardi di euro spariscono nei bilanci della difesa. I lavoratori? Schiacciati dalla precarietà, dall’inflazione, dai salari da fame. I giovani? Privati di un futuro, mentre si finanziano bombe invece di università e ricerca. I migranti? Deportati come merce indesiderata, nel silenzio complice delle istituzioni.
Questa è l’Europa che ci stanno costruendo: un continente contro la vita, contro il futuro, contro le persone.
L’Ascesa delle Destre: La Seconda Follia dopo il Riarmo
E mentre il sistema impone sacrifici insostenibili, chi raccoglierà la rabbia della popolazione? Le destre estreme, pronte a cavalcare il malcontento con slogan semplicistici e con la promessa di “difendere i cittadini” da un’Europa che li ha traditi. L’onda nera non è una minaccia astratta, è già in marcia.
Tagli ai servizi essenziali, guerra e repressione sono il terreno ideale per l’avanzata di governi autoritari. L’abbiamo visto nella storia: quando i diritti vengono calpestati, chi promette ordine e sicurezza con il pugno di ferro trova terreno fertile. E l’Europa sta apparecchiando il tavolo per questa deriva distruttiva.
Sabato 15 Aprile: L’Appello ai Cittadini
Per questo Piazza Barberini sarà la piazza della dignità. Per dire NO a un’Europa che diventa un esercito e un carcere. Per difendere il diritto alla vita, al lavoro, alla giustizia sociale.
Non è più solo una questione politica, è una questione di sopravvivenza. O difendiamo il nostro futuro adesso, o ci ritroveremo in un continente militarizzato, impoverito e disumano.
Saremo in piazza per dire: – No al riarmo, sì alla pace. – No ai tagli, sì ai diritti. – No alle deportazioni, sì all’umanità. – No alla Fortezza Europa, sì a un’Europa per i cittadini.
Questa battaglia non riguarda solo chi scenderà in piazza. Riguarda tutti noi, il nostro presente e il nostro futuro. Sabato 15 aprile, a Piazza Barberini, non ci sarà solo una manifestazione: ci sarà la voce di chi non si arrende.
Mario Sommella: Dalla fabbrica all’impegno politico e culturale
Mario Sommella è un esempio di resilienza, militanza e impegno civile. Ex operaio metalmeccanico, ha lavorato per decenni in Alenia Finmeccanica, distinguendosi sia per la sua professionalità che per l’attività nelle lotte sindacali, difendendo i diritti dei lavoratori in un contesto sempre più segnato dalle politiche neoliberiste.
Nel 2006, a seguito di una grave malattia che lo rende cieco, affronta una svolta radicale nella sua vita. Lontano dal rassegnarsi, trasforma questa esperienza in una nuova spinta verso l’impegno politico e sociale. Da allora, concentra la sua attività sulla tutela delle persone con disabilità, sulla lotta per i diritti sociali e sulla costruzione di una sinistra capace di contrastare le disuguaglianze.
Un percorso politico militante e autonomo
Il suo riferimento politico è la sinistra extraparlamentare, con un’attenzione costante alle tematiche della giustizia sociale, del lavoro e della democrazia partecipativa. Ha svolto un ruolo attivo in numerose realtà politiche alternative, contribuendo a fondare e strutturare nuovi movimenti:
• Nodo tematico ALBA Articolo Tre, iniziativa dedicata ai diritti delle persone fragili e con disabilità, fondata insieme a Salvatore Usala, storico leader del Comitato 16 Novembre Malati SLA.
• Membro del nodo ALBA Napoli e componente del Comitato Operativo Nazionale di ALBA (Alleanza Lavoro Beni Comuni e Ambiente), piattaforma nata per aggregare realtà della sinistra sociale e politica.
• Co-fondatore di Prima le Persone, associazione politica sviluppata dall’esperienza de L’Altra Europa con Tsipras, con l’obiettivo di creare uno spazio di partecipazione dal basso e di democrazia reale.
• Tra i fondatori di Demosfera, piattaforma avanzata di comunicazione politica e informazione libera, nata per contrastare la manipolazione mediatica e offrire strumenti di discussione aperti e democratici.
Formazione, comunicazione e scrittura
Nel 2018 consegue la laurea in Scienze della Comunicazione, con una tesi sulla comunicazione politica nell’era digitale. Ha approfondito studi in psicologia, processi cognitivi e tecnologie, strumenti che utilizza per analizzare il ruolo della propaganda, il potere degli algoritmi e le strategie di controllo nell’epoca digitale.
Attualmente si occupa di comunicazione politica e di politiche sociali e disabilità all’interno di Azione Civile, il movimento fondato da Antonio Ingroia, del quale è membro del direttivo nazionale. Attraverso il suo blog scrive e diffonde articoli di attualità politica, con un’attenzione particolare ai temi della giustizia sociale, della sicurezza sul lavoro e della manipolazione dell’informazione.
Un militante controcorrente
Mario Sommella è una figura che attraversa mondi diversi – dal lavoro in fabbrica alla scrittura, dalla lotta sindacale all’elaborazione politica – con la coerenza di chi non si arrende di fronte alle difficoltà. Il suo impegno è quello di un militante contro le ingiustizie, capace di trasformare l’esperienza personale in una battaglia collettiva per i diritti, la democrazia e l’informazione libera.
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