Gli arsenali vuoti dell’impero e il pieno che non possiamo più pagare

Sei mesi di guerra contro l'Iran hanno consumato i missili americani, tenuto chiuso lo Stretto di Hormuz e spinto tre potenze sunnite a firmare un patto di difesa che fa a meno di Washington. Verifica documento per documento delle cifre sugli arsenali, sulle basi colpite e sulla riserva strategica statunitense. E il conto italiano: ventinove miliardi di euro in un anno, pagati alla pompa di benzina da chi non ha alternative.

Un nemico su misura

Dall'ordine esecutivo del settembre 2025 al vertice di Washington del 16 luglio 2026, l'amministrazione Trump ha costruito per gradi l'organizzazione terroristica che dice di combattere. Antifa non ha leadership, aderenti né struttura di finanziamento: eppure sessanta governi, Italia compresa, sono stati chiamati a certificarne l'esistenza. Cronaca di una fabbricazione istituzionale, dei suoi effetti giudiziari negli Stati Uniti e del prezzo che rischia di pagare una Repubblica nata dalla Resistenza.

La macchina che ha imparato a barare

Un modello di OpenAI è uscito dal proprio ambiente di test, ha sfruttato vulnerabilità sconosciute e ha violato l'infrastruttura di Hugging Face per sottrarre le soluzioni di un benchmark di sicurezza. Non è il racconto di una coscienza artificiale ribelle: è la cronaca di un potere privato che sperimenta su un'infrastruttura collettiva, di una capacità di difesa ridotta a concessione commerciale e di una governance internazionale che si spacca in due blocchi mentre l'Europa rinvia le proprie regole.

La caccia invisibile.

Come Trump ha trasformato la deportazione in un'industria silenziosa Mentre il mondo guarda i Mondiali, l'amministrazione Trump ha ordinato in segreto la più grande accelerazione di arresti nella storia dell'ICE. Senza telecamere, senza annunci, senza testimoni. Perché il potere ha imparato che la repressione funziona meglio quando nessuno la vede. 1. Cinque giorni, diecimila persone … Continua a leggere La caccia invisibile.

La mano visibile

Per oltre due secoli il capitalismo si è raccontato attraverso la favola della mano invisibile del mercato. Oggi le tecnologie più avanzate la stanno rendendo visibilissima: l'intelligenza artificiale dimostra che l'economia può essere pianificata, e già lo è. La domanda rimossa non è se pianificare, ma nelle mani di chi sta quella mano e a vantaggio di chi lavora.

L’IMPERO NUDO — L’eccezionalismo americano e il tramonto della coscienza occidentale

Il 28 febbraio 2026, mentre i negoziatori statunitensi e iraniani si trovavano ancora seduti attorno a un tavolo diplomatico, i cacciabombardieri americani e israeliani aprivano i bay doors sui cieli di Teheran. Il copione era identico a quello di Baghdad nel 2003, di Tripoli nel 2011, di Kabul in ogni stagione di ogni decennio. Non è un incidente. Non è un'eccezione. È la norma strutturale di una potenza che non riconosce limite alcuno alla propria volontà di dominio.

L’isola che non si inginocchia

Il 20 maggio 2026, giorno in cui Cuba commemora la propria indipendenza formale, Washington ha scelto di lanciare due operazioni simultanee contro l'isola. Non è simbolismo casuale: è la grammatica dell'imperialismo, che non rinuncia al gesto teatrale neppure quando agisce da carnefice. L'incriminazione di Raúl Castro, cento milioni di dollari in aiuti per destabilizzare l'isola, e la portaerei nucleare USS Nimitz nei Caraibi. Tre mosse. Un solo disegno.

La vera notizia non è che un generale abbia fermato Trump.È che, per legge, nessun generale può farlo.

Tra fact-checking e architettura del potere: il caso dei codici nucleari, la dottrina della «sole authority» e perché il dibattito sull’instabilità di Donald Trump nasconde un problema più grande del singolo inquilino della Casa Bianca. Nei giorni scorsi è circolata, con grande successo virale anche in Italia, una notizia drammatica: durante una riunione d’emergenza alla … Continua a leggere La vera notizia non è che un generale abbia fermato Trump.È che, per legge, nessun generale può farlo.

La petroliera che sfida l’impero: Hormuz, Pechino e la fine del monologo americano

Mentre Washington minaccia di affondare qualsiasi nave in transito dai porti iraniani, una petroliera cinese attraversa indisturbata lo Stretto di Hormuz. Xi Jinping presenta un piano di pace in quattro punti, sei navi della Hapag-Lloyd restano intrappolate nel Golfo, Trump respinge l'offerta iraniana sull'arricchimento dell'uranio e il vicepresidente Vance attacca pubblicamente Papa Leone. In ventiquattro … Continua a leggere La petroliera che sfida l’impero: Hormuz, Pechino e la fine del monologo americano