Il patrimonio dei pochi, la cura di nessuno

Perché tassare le grandi ricchezze non è invidia sociale ma la condizione stessa della democrazia C’è una parola che nel dibattito pubblico italiano viene pronunciata con la stessa cautela con cui si maneggia una bestemmia. Quella parola è patrimoniale. Basta evocarla perché scatti, immediato e collaudato, il riflesso condizionato di chi presidia l’ordine esistente: è … Continua a leggere Il patrimonio dei pochi, la cura di nessuno

IL ROGO DEL FUTURO

Salari da fame, giovani in fuga e migranti bruciati vivi: anatomia di un paese che divora se stesso Il primo giugno 2026, all’una del pomeriggio, sotto la pensilina di un distributore di carburante lungo la Statale 106 jonica, in territorio di Amendolara, un minivan prende fuoco. Dentro ci sono quattro braccianti agricoli. Per qualche ora … Continua a leggere IL ROGO DEL FUTURO

Non sono i giovani ad aver abbandonato la democrazia. È la democrazia che ha smesso di parlare loro di futuro

C’è un dato, tra quelli pubblicati da Il Fatto Quotidiano, che dovrebbe inquietare la classe dirigente molto più di qualsiasi intenzione di voto. Non riguarda il consenso di questo o quel partito, né il sorpasso di una forza sull’altra. Riguarda qualcosa di più profondo e più grave: una generazione intera che sta smettendo di credere … Continua a leggere Non sono i giovani ad aver abbandonato la democrazia. È la democrazia che ha smesso di parlare loro di futuro

La guerra dei signori

Patrimoni, privilegi e il tabù della giustizia fiscale nell’Italia di Meloni Quando uno degli uomini più ricchi del pianeta ammette che la lotta di classe esiste e che a vincerla è la sua classe, non sta confessando un rimorso: sta descrivendo un sistema con la freddezza di chi ne conosce ogni ingranaggio. Warren Buffett lo … Continua a leggere La guerra dei signori

Capitale umano di scarso valore.

Una frase sfuggita a un banchiere a Hong Kong svela ciò che il potere economico raramente confessa: l'intelligenza artificiale non nasce per liberarci dalla fatica, ma per abbattere il costo del lavoro e disciplinare chi lavora. Dietro il linguaggio dell'innovazione c'è una vecchia guerra di classe, oggi combattuta dall'algoritmo.

Quando il potere pensa a se stesso e dimentica il Paese

Mentre gli italiani fanno i conti con bollette pesanti, salari erosi dall'inflazione, pensioni svalutate e servizi pubblici allo stremo, nelle stanze del potere dominano altre preoccupazioni. Non il lavoro povero, non la sanità, non il futuro dei giovani: il potere pensa a se stesso, e dimentica il Paese.

Una parola contro i più fragili: la cura che si vorrebbe far pagare

C'e un uomo in un letto. Ha l'Alzheimer, e da mesi non riconosce piu i volti dei figli. Oppure e un giovane tetraplegico assistito a casa, il corpo immobile e la mente lucidissima. Oppure e una donna anziana in una residenza sanitaria, che ha bisogno di essere lavata, nutrita, girata nel letto ogni poche ore. Per queste persone non esiste differenza tra la medicina che le tiene in vita e la mano che le aiuta a mangiare. Eppure una parola sola, inserita in un emendamento, ha provato a inventare quella differenza.

DOCUMENTO PROGRAMMATICO PER LA PIATTAFORMA DECIDIAMO!

Una societa si misura da come tratta chi non ha voce contrattuale. In Italia, dopo decenni di welfare eroso e politiche neoliberali, la non autosufficienza rimane una questione di sopravvivenza per milioni di famiglie. Questo documento presenta una proposta elaborata dal territorio del Friuli Venezia Giulia per il programma di Alleanza Verdi e Sinistra: dalla cura come dovere privato al diritto pubblico universale.

La truffa del salario giusto

Anatomia di un Primo Maggio rovesciato. Come il decreto Meloni regala un miliardo alle imprese, svuota l’articolo 36 della Costituzione, dimentica i morti sul lavoro e premia chi non firma i contratti. Esiste un modo molto efficace per mascherare un attacco al lavoro: chiamarlo difesa del lavoro. Esiste un modo ancora più sofisticato per cancellare … Continua a leggere La truffa del salario giusto

Palermo, la licenza di uccidere chi lavora

Due operai migranti precipitati dal decimo piano. Nessun contratto, nessuna tutela, nessuna vita che conti abbastanza da essere protetta. Non è un incidente: è l'ennesimo omicidio di sfruttamento. Si chiamavano Daniluc Tiberi Un Mihai, cinquant'anni, rumeno, e Najahi Jaleleddine, quarantuno anni, tunisino. Due nomi che il 10 aprile 2026 hanno raggiunto la lista infinita dei … Continua a leggere Palermo, la licenza di uccidere chi lavora