L’8 e il 9 giugno, i cittadini italiani sono chiamati a esprimersi su cinque quesiti referendari che toccano temi fondamentali come il lavoro, la sicurezza e la cittadinanza. Il primo di questi quesiti propone l’abrogazione del Decreto Legislativo n. 23 del 2015, noto come Jobs Act, nella parte relativa ai licenziamenti illegittimi per i lavoratori assunti dopo il 7 marzo 2015. Io sostengo con convinzione il SÌ a questo quesito, ritenendo che rappresenti un passo essenziale verso la giustizia sociale e la tutela dei diritti dei lavoratori.
Cosa prevede il primo quesito referendario?
Il primo quesito propone di abrogare la normativa introdotta dal Jobs Act che, per i lavoratori assunti dal 7 marzo 2015, in caso di licenziamento illegittimo, prevede esclusivamente un indennizzo economico compreso tra 6 e 36 mensilità, senza possibilità di reintegro nel posto di lavoro. Se il referendum avrà esito positivo, si tornerà all’applicazione dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, come modificato dalla legge Fornero del 2012, che prevede il reintegro nel posto di lavoro in caso di licenziamento illegittimo, oltre a un risarcimento economico.
Perché votare SÌ?
Ripristinare la giustizia sul lavoro: Il reintegro nel posto di lavoro rappresenta una forma di tutela reale per il lavoratore ingiustamente licenziato, riconoscendo il valore del lavoro come diritto fondamentale e non come merce negoziabile. Contrastare la precarizzazione: La possibilità per il datore di lavoro di licenziare senza giusta causa, pagando un’indennità, ha contribuito a creare un clima di insicurezza e precarietà tra i lavoratori. Ripristinare il reintegro significa rafforzare la stabilità occupazionale. Tutelare i lavoratori più vulnerabili: Il sistema attuale penalizza soprattutto i lavoratori con minore anzianità, che ricevono indennizzi più bassi e hanno meno possibilità di reinserirsi nel mercato del lavoro. Il ritorno all’articolo 18 garantirebbe una maggiore equità. Promuovere un’economia più sana: Le imprese che rispettano i diritti dei lavoratori e investono nella qualità del lavoro non devono essere penalizzate da una concorrenza sleale basata sullo sfruttamento e sulla facilità di licenziamento.
Le conseguenze di un mancato quorum o di una vittoria del NO
Se il referendum non raggiungerà il quorum o se prevarrà il NO, resterà in vigore l’attuale normativa del Jobs Act, che limita fortemente le tutele per i lavoratori licenziati ingiustamente. Ciò significherebbe mantenere un sistema che ha indebolito il potere contrattuale dei lavoratori e aumentato la precarietà.
Conclusione
Votare SÌ al primo quesito referendario significa scegliere di rafforzare i diritti dei lavoratori, promuovere la giustizia sociale e costruire un mercato del lavoro più equo e sostenibile. È un’occasione per correggere gli errori del passato e per affermare il valore del lavoro come pilastro fondamentale della nostra società.
L’8 e il 9 giugno, votiamo SÌ. Perché questo voto non è per altri: è per noi.
Mario Sommella: Dalla fabbrica all’impegno politico e culturale
Mario Sommella è un esempio di resilienza, militanza e impegno civile. Ex operaio metalmeccanico, ha lavorato per decenni in Alenia Finmeccanica, distinguendosi sia per la sua professionalità che per l’attività nelle lotte sindacali, difendendo i diritti dei lavoratori in un contesto sempre più segnato dalle politiche neoliberiste.
Nel 2006, a seguito di una grave malattia che lo rende cieco, affronta una svolta radicale nella sua vita. Lontano dal rassegnarsi, trasforma questa esperienza in una nuova spinta verso l’impegno politico e sociale. Da allora, concentra la sua attività sulla tutela delle persone con disabilità, sulla lotta per i diritti sociali e sulla costruzione di una sinistra capace di contrastare le disuguaglianze.
Un percorso politico militante e autonomo
Il suo riferimento politico è la sinistra extraparlamentare, con un’attenzione costante alle tematiche della giustizia sociale, del lavoro e della democrazia partecipativa. Ha svolto un ruolo attivo in numerose realtà politiche alternative, contribuendo a fondare e strutturare nuovi movimenti:
• Nodo tematico ALBA Articolo Tre, iniziativa dedicata ai diritti delle persone fragili e con disabilità, fondata insieme a Salvatore Usala, storico leader del Comitato 16 Novembre Malati SLA.
• Membro del nodo ALBA Napoli e componente del Comitato Operativo Nazionale di ALBA (Alleanza Lavoro Beni Comuni e Ambiente), piattaforma nata per aggregare realtà della sinistra sociale e politica.
• Co-fondatore di Prima le Persone, associazione politica sviluppata dall’esperienza de L’Altra Europa con Tsipras, con l’obiettivo di creare uno spazio di partecipazione dal basso e di democrazia reale.
• Tra i fondatori di Demosfera, piattaforma avanzata di comunicazione politica e informazione libera, nata per contrastare la manipolazione mediatica e offrire strumenti di discussione aperti e democratici.
Formazione, comunicazione e scrittura
Nel 2018 consegue la laurea in Scienze della Comunicazione, con una tesi sulla comunicazione politica nell’era digitale. Ha approfondito studi in psicologia, processi cognitivi e tecnologie, strumenti che utilizza per analizzare il ruolo della propaganda, il potere degli algoritmi e le strategie di controllo nell’epoca digitale.
Attualmente si occupa di comunicazione politica e di politiche sociali e disabilità all’interno di Azione Civile, il movimento fondato da Antonio Ingroia, del quale è membro del direttivo nazionale. Attraverso il suo blog scrive e diffonde articoli di attualità politica, con un’attenzione particolare ai temi della giustizia sociale, della sicurezza sul lavoro e della manipolazione dell’informazione.
Un militante controcorrente
Mario Sommella è una figura che attraversa mondi diversi – dal lavoro in fabbrica alla scrittura, dalla lotta sindacale all’elaborazione politica – con la coerenza di chi non si arrende di fronte alle difficoltà. Il suo impegno è quello di un militante contro le ingiustizie, capace di trasformare l’esperienza personale in una battaglia collettiva per i diritti, la democrazia e l’informazione libera.
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