Sicurezza informatica: il problema degli spyware e come difendersi. 

L’ultima rivelazione sull’attacco dello spyware Graphite ha riportato al centro del dibattito la sicurezza informatica e la vulnerabilità dei dispositivi mobili, anche quelli che utilizzano app crittografate come WhatsApp e Signal. Questo attacco, che ha colpito giornalisti, attivisti ed esponenti della società civile, dimostra come strumenti di sorveglianza avanzati siano capaci di aggirare anche le più sofisticate protezioni.

Graphite: il nuovo spyware che preoccupa il mondo

Secondo quanto riportato dal Guardian, Graphite è stato sviluppato dalla società israeliana Paragon Solutions, fondata dall’ex primo ministro Ehud Barak e ora di proprietà di un fondo statunitense. Questo spyware, al pari del famigerato Pegasus di NSO Group, è in grado di infettare uno smartphone senza che l’utente compia alcuna azione, come cliccare su un link sospetto. Basta la ricezione di un semplice file PDF tramite WhatsApp per compromettere completamente il dispositivo e permettere agli hacker di accedere a messaggi, foto, chiamate e altre informazioni sensibili.

L’attacco è stato segnalato direttamente da WhatsApp alle vittime, tra cui Francesco Cancellato, direttore di Fanpage.it, che ha avviato un’indagine tecnica per comprendere l’estensione della violazione.

Spyware e sorveglianza globale: chi è in pericolo?

Negli ultimi anni, spyware come Pegasus e Graphite sono stati utilizzati da governi e organizzazioni per spiare giornalisti, attivisti e oppositori politici. Secondo le indagini precedenti, Pegasus è stato impiegato per monitorare leader politici e dissidenti in diversi Paesi, suscitando gravi preoccupazioni per la libertà di stampa e i diritti umani.

Il fatto che Graphite sia stato venduto a 35 governi “democratici”, senza che vi siano prove di abuso, non rassicura del tutto: in passato, strumenti di sorveglianza simili sono stati impiegati per scopi illeciti, minacciando la privacy e la sicurezza di molti individui.

Come proteggersi dagli spyware avanzati?

Se strumenti di sorveglianza così sofisticati sono in grado di bypassare le protezioni tradizionali, come possiamo proteggerci? Ecco alcune misure essenziali:

  1. Aggiornare costantemente il sistema operativo e le app

Gli sviluppatori rilasciano aggiornamenti di sicurezza per correggere le vulnerabilità che potrebbero essere sfruttate dagli spyware. È fondamentale mantenere sempre aggiornato il proprio sistema operativo e le applicazioni di messaggistica.

  1. Evitare di aprire file sospetti

Anche se ricevuti da contatti fidati, i file PDF o i link inaspettati potrebbero contenere exploit dannosi. In particolare, i file inviati su gruppi WhatsApp devono essere trattati con estrema cautela.

  1. Utilizzare sistemi operativi più sicuri

Alcuni sistemi operativi, come GrapheneOS e CalyxOS, offrono livelli di sicurezza superiori rispetto ai normali Android o iOS. Questi sistemi riducono le possibilità di infezione da spyware grazie a una gestione più restrittiva delle app e dei permessi.

  1. Disattivare le anteprime dei link e la ricezione automatica dei file

In alcune app di messaggistica, le anteprime dei link o il download automatico dei file possono essere veicoli di attacchi. Disattivare queste funzioni riduce il rischio di infezione involontaria.

  1. Preferire app di messaggistica più sicure

Non tutte le app di messaggistica offrono lo stesso livello di protezione. Anche se WhatsApp e Signal sono considerate sicure, attacchi come quello di Graphite dimostrano che possono essere violate. Alternative come Session e Briar, che funzionano senza server centralizzati, riducono ulteriormente il rischio di intercettazione.

  1. Utilizzare dispositivi separati per attività sensibili

Chi gestisce informazioni particolarmente delicate dovrebbe considerare l’uso di un telefono dedicato esclusivamente alla comunicazione sensibile, evitando di installare app superflue e limitando l’uso di internet.

  1. Monitorare il traffico di rete

L’utilizzo di firewall e VPN avanzate può aiutare a rilevare attività sospette sul proprio dispositivo. Strumenti come Little Snitch (per Mac) o NetGuard (per Android) permettono di controllare il traffico in uscita e individuare eventuali connessioni non autorizzate.

Il ruolo delle Big Tech e delle istituzioni

Mentre gli utenti devono adottare misure di protezione individuali, la responsabilità maggiore ricade sulle grandi aziende tecnologiche e sui governi. È necessario che:
• Big Tech come Meta e Apple rafforzino le protezioni contro gli spyware, rendendo più difficili le intrusioni.
• Le istituzioni internazionali regolamentino l’uso degli spyware, evitando che vengano utilizzati contro giornalisti e attivisti.
• Vengano creati strumenti di monitoraggio indipendenti, capaci di individuare rapidamente nuove minacce.

Conclusione: la sicurezza informatica è un diritto

L’attacco tramite Graphite dimostra ancora una volta che la privacy online è costantemente minacciata da tecnologie sempre più avanzate. La difesa non può essere lasciata solo ai singoli utenti: servono leggi più rigorose, maggiore trasparenza da parte delle aziende e un impegno collettivo per garantire un futuro digitale più sicuro.

Nel frattempo, adottare pratiche di sicurezza consapevoli è l’unico modo per ridurre il rischio di essere spiati. La tecnologia non è né buona né cattiva: dipende da come viene utilizzata e da chi la controlla.
Fonte: Il Fatto Quotidiano dell’1 febbraio 2025

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