Quando un esercito bombarda ospedali e uccide giornalisti non colpisce obiettivi militari: cancella le prove. Ciò che era stato teorizzato per Gaza, dall'annessione a tappe alla rimozione dei testimoni, si sta ora ripetendo in Libano. Stesso copione, stessa impunità, stesso silenzio complice dell'Occidente.
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L’IMPERO NUDO — L’eccezionalismo americano e il tramonto della coscienza occidentale
Il 28 febbraio 2026, mentre i negoziatori statunitensi e iraniani si trovavano ancora seduti attorno a un tavolo diplomatico, i cacciabombardieri americani e israeliani aprivano i bay doors sui cieli di Teheran. Il copione era identico a quello di Baghdad nel 2003, di Tripoli nel 2011, di Kabul in ogni stagione di ogni decennio. Non è un incidente. Non è un'eccezione. È la norma strutturale di una potenza che non riconosce limite alcuno alla propria volontà di dominio.
L’isola che non si inginocchia
Il 20 maggio 2026, giorno in cui Cuba commemora la propria indipendenza formale, Washington ha scelto di lanciare due operazioni simultanee contro l'isola. Non è simbolismo casuale: è la grammatica dell'imperialismo, che non rinuncia al gesto teatrale neppure quando agisce da carnefice. L'incriminazione di Raúl Castro, cento milioni di dollari in aiuti per destabilizzare l'isola, e la portaerei nucleare USS Nimitz nei Caraibi. Tre mosse. Un solo disegno.
Lo Stato canaglia e i suoi servi: cronaca di una complicità europea
Mentre Tel Aviv bombarda Beirut e Teheran, Bruxelles e Roma scelgono il silenzio. E il silenzio, in tempo di genocidio, è una firma in calce. La tregua era stata annunciata da poche ore quando i caccia israeliani hanno trasformato interi quartieri di Beirut in macerie. Non un errore, non un incidente di percorso: un atto … Continua a leggere Lo Stato canaglia e i suoi servi: cronaca di una complicità europea