Il vertice Trump-Xi gestisce la rivalità sull’intelligenza artificiale ma non la supera. Donare il software non basta: per spezzare il patto suicida descritto da David Korten occorre sottrarre al profitto e alla logica dei blocchi l’intera filiera, dalle terre rare ai chip, dai data center ai satelliti fino ai dati. Un consiglio a Dario Amodei, e un appello ai movimenti.
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Il capitale si fa Stato
La lunga marcia del neoliberismo è arrivata a destinazione e ha cambiato natura: il grande capitale tecnologico non usa più lo Stato, tende a diventarlo. Dallo Stato-impresa americano allo Stato antiterrorista, dalla sfida tra Pax Silica e WAICO a Cybersyn, fino all'articolo 43 della Costituzione e ai beni comuni come base per il controllo democratico delle infrastrutture del calcolo.
L’omologazione: un menù sterminato ma una sola cucina
Il mercato non impone più a tutti la stessa scelta: stabilisce il campo entro cui qualcosa può apparire come opzione. Ospito un saggio di Francesco Coniglione, uscito su Volere la Luna, sull’omologazione contemporanea, tra piattaforme digitali, profilazione, definanziamento della sanità pubblica e aziendalizzazione delle istituzioni, e sul diritto all’imprevedibilità.
Quando ti tolgono la parola, il problema non è più soltanto Facebook
La sospensione degli account Facebook e Instagram di Giorgio Cremaschi non è un incidente tecnico. È l'ennesimo episodio di una censura sistematica documentata da Human Rights Watch e da 7amleh, e il segno di un potere che non ha più bisogno di censori: gli basta possedere l'infrastruttura attraverso cui parliamo.
La macchina che ha imparato a barare
Un modello di OpenAI è uscito dal proprio ambiente di test, ha sfruttato vulnerabilità sconosciute e ha violato l'infrastruttura di Hugging Face per sottrarre le soluzioni di un benchmark di sicurezza. Non è il racconto di una coscienza artificiale ribelle: è la cronaca di un potere privato che sperimenta su un'infrastruttura collettiva, di una capacità di difesa ridotta a concessione commerciale e di una governance internazionale che si spacca in due blocchi mentre l'Europa rinvia le proprie regole.
I padroni delle macchine e delle menti
Libercomunismo di Brancaccio e Cyberfascismo di Sommella, due libri usciti nel 2026, danno un nome al potere che concentra capitali, calcolatori e coscienze. Dal confronto tra la scienza dell'economista e l'anatomia delle infrastrutture cognitive emerge il programma politico del XXI secolo: riportare le macchine sotto controllo democratico.
L’intelligenza artificiale non è un destino. È una questione di potere.
Charles I. Jones, teorico della crescita, lascia Stanford per l'Anthropic Institute. Dietro il dibattito sul «rischio esistenziale» dell'intelligenza artificiale si nasconde la vera questione politica: non se la macchina sia pericolosa, ma chi la possiede e chi la controlla.
Dialog, ovvero il cyberfascismo che si dà appuntamento.
Il leak della rete segreta Dialog, fondata da Peter Thiel, fotografa la convergenza tra Tesoro, NATO, intelligence, broker di dati e Palantir: una conferma dal vivo della tesi del cyberfascismo e dello Stato senza popolo.
La stanza vuota
Egemonia culturale, potere algoritmico e la posta in gioco del presente Da qualche tempo la destra italiana ha riscoperto Gramsci. Lo cita, lo rivendica, lo brandisce come una parola d’ordine: egemonia culturale. In un recente intervento, «Gli apprendisti stregoni dell’egemonia culturale», Francesco Coniglione ha smontato con precisione questa pretesa, mostrando come essa scambi la cultura … Continua a leggere La stanza vuota
Quando il dominio si fa legge
I signori dell'intelligenza artificiale invocano lo Stato per consacrare il proprio potere. Inchiesta su una regolamentazione scritta dai padroni dell'algoritmo C'è un istante preciso in cui l'ipocrisia smette di nascondersi e diventa architettura. Quell'istante è stato il 10 giugno 2026, quando nel giro di poche ore uno degli uomini più potenti della nuova industria mondiale … Continua a leggere Quando il dominio si fa legge

