Il leak della rete segreta Dialog, fondata da Peter Thiel, fotografa la convergenza tra Tesoro, NATO, intelligence, broker di dati e Palantir: una conferma dal vivo della tesi del cyberfascismo e dello Stato senza popolo.
Categoria: Critica del capitalismo e teoria politica
Critica del neoliberismo, teoria politica, capitalismo della sorveglianza, autoritarismo, fascismo digitale.
le mie pubblicazioni
Due libri, un’unica posta in gioco: il potere e chi lo subisce. In Cyberfascismo. Anatomia di un dominio invisibile indago la mutazione del dominio nell’epoca degli algoritmi; in Palestina. Terra, vita e dignità restituisco storia, volto e dignità a un popolo che quel dominio lo paga nella carne. Due indagini, una sola bussola: anticapitalista, anti-imperialista, costituzionale. Cyberfascismo. Anatomia di … Continua a leggere le mie pubblicazioni
La stanza vuota
Egemonia culturale, potere algoritmico e la posta in gioco del presente Da qualche tempo la destra italiana ha riscoperto Gramsci. Lo cita, lo rivendica, lo brandisce come una parola d’ordine: egemonia culturale. In un recente intervento, «Gli apprendisti stregoni dell’egemonia culturale», Francesco Coniglione ha smontato con precisione questa pretesa, mostrando come essa scambi la cultura … Continua a leggere La stanza vuota
Quando il dominio si fa legge
I signori dell'intelligenza artificiale invocano lo Stato per consacrare il proprio potere. Inchiesta su una regolamentazione scritta dai padroni dell'algoritmo C'è un istante preciso in cui l'ipocrisia smette di nascondersi e diventa architettura. Quell'istante è stato il 10 giugno 2026, quando nel giro di poche ore uno degli uomini più potenti della nuova industria mondiale … Continua a leggere Quando il dominio si fa legge
Il vuoto in cui cresce il generale.
Vannacci, la resa della sinistra e la rabbia dirottata C’è una domanda che attraversa il dibattito pubblico italiano come una crepa che nessuno vuole guardare fino in fondo. La pone Massimo Adinolfi, oggi, dalle pagine di la Repubblica, con un’immagine che vale più di un trattato: com’è possibile che sia successo tutto questo? In quale … Continua a leggere Il vuoto in cui cresce il generale.
Il cane da guardia del capitale.
Remigrazione, nemico interno e l’arte di distrarre un popolo impoverito Il 13 giugno 2026 Roma ha mostrato due volti dell’Italia separati da poche centinaia di metri e da un abisso politico. Da una parte, partito da piazza della Libertà, il corteo del comitato «Remigrazione e Riconquista», dove si sono levati i cori «Duce, duce», i … Continua a leggere Il cane da guardia del capitale.
La macchina spenta
Da Cybersyn al sequestro statale dell’intelligenza artificiale. Cinquant’anni separano la sala operativa di Salvador Allende dal modello di frontiera disattivato in poche ore per ordine del governo. In mezzo, una sola domanda: a chi appartiene l’infrastruttura che pensa il mondo. La sera del 12 giugno 2026, alle diciassette e ventuno minuti ora della costa orientale … Continua a leggere La macchina spenta
Il patrimonio dei pochi, la cura di nessuno
Perché tassare le grandi ricchezze non è invidia sociale ma la condizione stessa della democrazia C’è una parola che nel dibattito pubblico italiano viene pronunciata con la stessa cautela con cui si maneggia una bestemmia. Quella parola è patrimoniale. Basta evocarla perché scatti, immediato e collaudato, il riflesso condizionato di chi presidia l’ordine esistente: è … Continua a leggere Il patrimonio dei pochi, la cura di nessuno
Il colpo di mano elettorale.
Come la destra riscrive le regole per blindare il potere Lo Stabilicum non è una legge elettorale: è un dispositivo di conservazione del comando. Anatomia di una forzatura che svuota il Parlamento e inganna gli elettori. C'è una regola non scritta che ogni democrazia matura conosce: le regole del gioco non si cambiano mentre la … Continua a leggere Il colpo di mano elettorale.
La festa e il sospetto
Il Mondiale americano, la paranoia eretta a sistema di governo e la fabbrica del nemico C’è un uomo che, in queste ore, rappresenta meglio di qualsiasi discorso ufficiale il vero volto del Mondiale di calcio del 2026. Si chiama Omar Abdulkadir Artan, è somalo, ed è stato eletto miglior arbitro africano dell’anno. Sarebbe dovuto entrare … Continua a leggere La festa e il sospetto
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