L’Europa è a un bivio. Da una parte, un continente schiacciato da logiche di riarmo, austerità e subalternità agli interessi atlantisti. Dall’altra, la possibilità di riscoprire la sua vocazione di pace, giustizia sociale e autodeterminazione dei popoli.
Oggi più che mai, è necessario prendere posizione. Non possiamo accettare una narrazione che dipinge l’Unione Europea come un modello da difendere, quando nella realtà ha contribuito attivamente a guerre, crisi sociali ed esclusione dei più deboli.
Un’Europa complice del disastro
L’UE che oggi molti si ostinano a sostenere è la stessa che:
✔ Alimenta la corsa al riarmo, obbedendo alle richieste della NATO invece di investire in sanità, istruzione e welfare.
✔ È complice del massacro del popolo palestinese, incapace di prendere una posizione netta contro l’apartheid e la colonizzazione.
✔ Ha scelto la guerra come orizzonte, alimentando il conflitto tra Russia e Ucraina invece di lavorare per la pace.
✔ Ha soffocato la Grecia nella trappola del debito e continua a imporre austerità e privatizzazioni ai suoi cittadini.
✔ Costruisce muri ai confini e lascia morire migliaia di migranti in mare, dimostrando il fallimento della sua politica sui diritti umani.
Difendere questa Europa significa accettare un modello che non tutela i lavoratori, che sacrifica il welfare per acquistare armi e che resta indifferente di fronte alle ingiustizie globali.
Un’Altra Europa è Possibile
Non serve un’Unione che esegue passivamente le direttive di Washington, ma una visione politica autonoma e alternativa, fondata su:
✔ Stop alla militarizzazione del continente e alle spese militari imposte dall’alleanza atlantica.
✔ Un’Europa che difenda davvero i diritti umani, senza ipocrisie e doppi standard.
✔ La centralità dello stato sociale, del diritto al lavoro e della sanità pubblica, liberandosi dalle catene dell’austerità.
✔ Un ruolo internazionale autonomo, capace di costruire la pace invece di alimentare conflitti per procura.
Oggi la bandiera dell’Europa sventola a Ventotene, ma il suo colore è rosso: non il rosso della speranza, ma quello dell’allarme. Se non cambiamo rotta, questo continente rischia di diventare l’ombra di se stesso, sempre più fragile, sempre più lontano dai suoi principi fondanti.
Non si tratta di difendere l’Europa attuale, ma di costruire una nuova visione. Un’Europa dei popoli, non delle élite.
Mario Sommella: Dalla fabbrica all’impegno politico e culturale
Mario Sommella è un esempio di resilienza, militanza e impegno civile. Ex operaio metalmeccanico, ha lavorato per decenni in Alenia Finmeccanica, distinguendosi sia per la sua professionalità che per l’attività nelle lotte sindacali, difendendo i diritti dei lavoratori in un contesto sempre più segnato dalle politiche neoliberiste.
Nel 2006, a seguito di una grave malattia che lo rende cieco, affronta una svolta radicale nella sua vita. Lontano dal rassegnarsi, trasforma questa esperienza in una nuova spinta verso l’impegno politico e sociale. Da allora, concentra la sua attività sulla tutela delle persone con disabilità, sulla lotta per i diritti sociali e sulla costruzione di una sinistra capace di contrastare le disuguaglianze.
Un percorso politico militante e autonomo
Il suo riferimento politico è la sinistra extraparlamentare, con un’attenzione costante alle tematiche della giustizia sociale, del lavoro e della democrazia partecipativa. Ha svolto un ruolo attivo in numerose realtà politiche alternative, contribuendo a fondare e strutturare nuovi movimenti:
• Nodo tematico ALBA Articolo Tre, iniziativa dedicata ai diritti delle persone fragili e con disabilità, fondata insieme a Salvatore Usala, storico leader del Comitato 16 Novembre Malati SLA.
• Membro del nodo ALBA Napoli e componente del Comitato Operativo Nazionale di ALBA (Alleanza Lavoro Beni Comuni e Ambiente), piattaforma nata per aggregare realtà della sinistra sociale e politica.
• Co-fondatore di Prima le Persone, associazione politica sviluppata dall’esperienza de L’Altra Europa con Tsipras, con l’obiettivo di creare uno spazio di partecipazione dal basso e di democrazia reale.
• Tra i fondatori di Demosfera, piattaforma avanzata di comunicazione politica e informazione libera, nata per contrastare la manipolazione mediatica e offrire strumenti di discussione aperti e democratici.
Formazione, comunicazione e scrittura
Nel 2018 consegue la laurea in Scienze della Comunicazione, con una tesi sulla comunicazione politica nell’era digitale. Ha approfondito studi in psicologia, processi cognitivi e tecnologie, strumenti che utilizza per analizzare il ruolo della propaganda, il potere degli algoritmi e le strategie di controllo nell’epoca digitale.
Attualmente si occupa di comunicazione politica e di politiche sociali e disabilità all’interno di Azione Civile, il movimento fondato da Antonio Ingroia, del quale è membro del direttivo nazionale. Attraverso il suo blog scrive e diffonde articoli di attualità politica, con un’attenzione particolare ai temi della giustizia sociale, della sicurezza sul lavoro e della manipolazione dell’informazione.
Un militante controcorrente
Mario Sommella è una figura che attraversa mondi diversi – dal lavoro in fabbrica alla scrittura, dalla lotta sindacale all’elaborazione politica – con la coerenza di chi non si arrende di fronte alle difficoltà. Il suo impegno è quello di un militante contro le ingiustizie, capace di trasformare l’esperienza personale in una battaglia collettiva per i diritti, la democrazia e l’informazione libera.
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