Gli strateghi del salotto. La guerra alla Russia si combatte con i figli degli altri

Illustrazione vettoriale su fondo scuro: a sinistra una poltrona rossa accanto a una lampada da terra, con uno smartphone acceso appoggiato sul bracciolo. Dalla poltrona parte una lunga ombra rosso scuro che attraversa il pavimento fino all'orizzonte, coperta da file di elmetti militari grigi che rimpiccioliscono in lontananza.

A Kiev servono trentamila uomini al mese, a Parigi un generale chiede di prepararsi a perdere i propri figli, in Italia la spesa militare corre verso il 5% del Pil e la leva torna in discussione. Intanto cresce un bellicismo da tastiera che non rischia nulla, mentre la maggioranza degli italiani dice no al riarmo. Chi paga la guerra, chi la racconta e chi ne incassa i dividendi.

Cavie di guerra. Palantir, l’Ucraina e la repubblica armata di Alex Karp

Illustrazione su fondo scuro: la sagoma stilizzata di un uomo con due buste della spesa è inquadrata al centro di un mirino rosso. Sottili linee rosse convergono su di lui da decine di piccoli riquadri sparsi, come dati raccolti da ogni direzione. A sinistra una colonna di barre grigie rappresenta i record di un database; una sola barra è evidenziata in rosso e una linea tratteggiata la collega al bersaglio.

Dai registri di leva di Kyiv alla scuola di Minab, fino al manifesto in ventidue punti pubblicato su X: come Palantir ha trasformato la guerra in laboratorio, i dati in merce e la pace in un rischio d’impresa. Un’inchiesta che verifica le fonti, separa i fatti dalle accuse e mostra chi incassa e chi paga.

Il pensiero in divisa

Prima ancora di comprare i missili, il potere europeo ha messo in marcia le coscienze. Dal piano ReArm Europe al vertice NATO dell'Aja, dalla militarizzazione delle scuole al riarmo del linguaggio: come la logica bellica ha colonizzato senso comune ed educazione, trasformando la guerra da eccezione ripudiata a evidenza indiscutibile. E perché disarmare il pensiero è oggi il gesto politico più necessario.

I droni della paura: come l’Europa rischia di trasformare ogni incidente in una guerra

C'è un momento in cui la prudenza smette di essere una virtù e viene dipinta come una colpa: il dubbio diventa sospetto, il dialogo debolezza, e ogni evento ambiguo viene piegato a una narrazione già scritta. L'Europa lo sta vivendo, e rischia di trasformare ogni incidente in un casus belli.

L’Europa atlantista prepara la sua eutanasia

C'e qualcosa di profondamente tragico nella scena europea contemporanea. Un continente che per decenni ha predicato democrazia, diritti sociali, cooperazione internazionale e welfare diffuso, oggi appare come un aristocratico decaduto che continua a lucidare le posate d'argento mentre il palazzo brucia. L'Europa ultra-atlantista sta vivendo una crisi storica senza precedenti, e risponde con l'autodistruzione del proprio modello sociale sull'altare della fedeltà alla NATO.