Il capitale si fa Stato

Illustrazione vettoriale su fondo scuro: al centro un edificio istituzionale con frontone rosso le cui colonne sono armadi di server; dal frontone sale una rete di circuiti rossi con nodi che forma una corona. A sinistra un wafer di silicio, a destra un globo terrestre stilizzato, in basso piccole figure umane grigie ai lati della scalinata.

La lunga marcia del neoliberismo è arrivata a destinazione e ha cambiato natura: il grande capitale tecnologico non usa più lo Stato, tende a diventarlo. Dallo Stato-impresa americano allo Stato antiterrorista, dalla sfida tra Pax Silica e WAICO a Cybersyn, fino all'articolo 43 della Costituzione e ai beni comuni come base per il controllo democratico delle infrastrutture del calcolo.

L’isola che non si inginocchia

Il 20 maggio 2026, giorno in cui Cuba commemora la propria indipendenza formale, Washington ha scelto di lanciare due operazioni simultanee contro l'isola. Non è simbolismo casuale: è la grammatica dell'imperialismo, che non rinuncia al gesto teatrale neppure quando agisce da carnefice. L'incriminazione di Raúl Castro, cento milioni di dollari in aiuti per destabilizzare l'isola, e la portaerei nucleare USS Nimitz nei Caraibi. Tre mosse. Un solo disegno.